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| 09 lug 2021 | 06:01

Caso Pedri, l'Ordine dei medici invia a Milano richiesta di esame sul primario. Il direttore del Santa Chiara: ''Indagine del ministero d'aiuto per uscire da situazione''

Intanto l'Ordine dei medici ha programmato le audizioni degli iscritti citati dalle dottoresse e ha inviato una richiesta di esame all'ordine di iscrizione di Tateo, quello di Milano. Grattarola (direttore del Santa Chiara) rassicura sull'operatività: "Il reparto funziona senza criticità"

TRENTO. "Il reparto funziona e non ci sono mai stati problemi sui pazienti". A dirlo Mario Grattarola, direttore dell'Unità medica complessa dell'ospedale Santa Chiara di Trento e direttore facente funzione del Servizio ospedaliero provinciale. "L'operatività è sicura e non ci sono criticità legate alle risposte sulle esigenze dei cittadini".

 

Al vertice dell'ospedale del capoluogo dal 2011, Grattarola è anche direttore facente funzione della SOP e quindi superiore di Saverio Tateo, primario che guida ostetricia e ginecologia di Trento. Il direttore rassicura sulla piena funzionalità del reparto finito nella bufera per la vicenda legata alla scomparsa di Sara Pedri.

 

"E' chiaro - dice il direttore - che il clima sia turbato per questa situazione estremamente difficile e pesante che colpisce la struttura. Non c'è dubbio su questo, però è altrettanto vero che il reparto funziona in ogni suo aspetto. Questa vicenda può naturalmente colpire l'immagine e la fiducia che circonda il sistema sanitario trentino in generale ma pur in questo contesto difficile, complicato e con tanti risvolti, il reparto lavora e le risposte corrispondono agli elevati standard cui la cittadinanza è abituata".

 

Restano, però, le incertezze legate a quello che può essere il futuro prossimo di ostetricia e ginecologia. Il personale si caratterizza per l'altissimo livello di professionalità e il reparto resta un'eccellenza. Ma è evidente che permangono i dubbi sulla struttura in generale a conclusione delle indagini. Ci sarà personale disposto a venire a Trento in queste condizioni? Cosa accadrà a quello attuale, a quelli che hanno denunciato? Come ci si potrà rialzare da quello che i ''pro-Tateo'' hanno definito nella lettera ''un abisso''? Le risposte, difficili, spettano all'Apss e alla politica. In ogni caso ci sarà da ripartire.

 

"Ci sono tre inchieste aperte e aspettiamo gli esiti per tutte le valutazioni del caso. C'è la massima disponibilità - evidenzia Grattarola - a rispondere a tutte le richieste. Inoltre le indagini e gli approfondimenti dei commissari ministeriali ci saranno di grande aiuto per uscire da questa situazione. Ma non c'è ragione per mettere in dubbio l'operatività del reparto, ostetricia e ginecologia funziona". Stessa risposta per quanto riguarda se ci fossero state avvisaglie sulle difficoltà dell'organico.

 

Intanto l'Ordine dei medici ha programmato le audizioni degli iscritti citati dalle dottoresse e ha inviato una richiesta di esame all'ordine di iscrizione di Tateo, quello di Milano. "Abbiamo i tempi tecnici da dover rispettare, però per fine luglio iniziamo le audizioni per valutare se ci siano dei profili di violazione della deontologia. Dopo aver sentito tutti, la commissione medica può deliberare se proseguire con un procedimento disciplinare oppure se archiviare la pratica".

 

Dopo le puntate di "Chi l’ha visto?", durante la quale la famiglia di Sara Pedri e alcuni colleghi hanno denunciato la situazione di estremo disagio all'interno del reparto, l'Ordine dei medici di Trento era intervenuto per proporsi come attore super partes e per sollecitare una mediazione tra le parti all’interno dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari. L'Apss ha poi istituto una commissione d'inchiesta: gli approfondimenti sono cominciati e Tateo si era messo in ferie per rientrare in questi giorni in corrispondenza delle ispezioni del ministero.

 

"Davanti a segnalazioni con profili di criticità che sollevano responsabilità deontologiche - prosegue Ioppi - abbiamo l'obbligo e il dovere di aprire il procedimento. Nel frattempo ci siamo trovati d'accordo con Apss e assessorato sull'opportunità che il primario non rientrasse dalle ferie durante i giorni delle inchieste proprio per consentire alla commissione interna e agli ispettori ministeriali di poter svolgere i lavori nella massima trasparenza".

 

Intanto è scoppiata anche la querelle relativa a Pier Paolo Benetollo con il direttore generale a rimettere il mandato a causa della delibera di riconferma del primario. "Una brutta pagina - commenta Ioppi - per l'Apss, per la Provincia e per il territorio. E' legittimo che piazza Dante non interferisca, pur non rinunciando al ruolo di vigilanza e di controllo".

 

Nel frattempo la fiducia a Benetollo era stata rinnovata dall'assessora, per la ''dimenticanza'' di non aver comunicato il rinnovo fino al 2025 di Tateo alla guida del reparto (Qui articolo). Ma permangono ancora molte incertezze sulla decisione di continuare del dg.

 

"L'Azienda sanitaria - dice il presidente dei medici - ha autonomia gestionale, anche se ci deve essere una condivisione di determinate decisioni. Il rinnovo di Tateo, così come avviene per gli altri primari che richiede questo iter. Ora invece ci troviamo in questa situazione dove non si capisce se ci sia un direttore generale, mentre il direttore sanitario è il presidente della commissione d'inchiesta e poche settimana fa aveva annunciato che da un primo esame non erano emerse relazioni evidenti e significative tra ambiente di lavoro e scomparsa della ginecologa". Si aggiunge che l'assessorato aveva affermato di essere all'oscuro di tutto con Degasperi (Onda civica) che ha evidenziato come Segnana evidentemente non legga le comunicazioni

 

Alcuni professionisti si sono affidati ai legali Andrea Manca e Andrea de Bertolini (Qui articolo). "Nel 2018 avevamo avuto alcune segnalazioni, un ambiente di lavoro particolarmente teso. C'è stata richiesta massima riservatezza in quanto il personale aveva il timore di ritorsioni e ripercussioni: evidentemente non si sentivano protetti. L'Ordine si è rivolto con riservatezza e risolutezza all'Apss per chiedere i dovuti chiarimenti per le persone che si sono a noi rivolte. Non potevamo aprire procedimenti proprio per la richiesta di riservatezza del personale e ci siamo affidati agli uffici dei massimi responsabili, compresi l'allora direttore generale Paolo Bordon e l'allora direttore sanitario Claudio Dario: ci sono stati diversi incontri per provare a ricomporre la situazione. Qualcosa però evidentemente è purtroppo sfuggito e ci troviamo a questo punto", conclude Ioppi.  

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