Caso Pedri, con gli ispettori in azione spunta una lettera anonima di sostegno al primario. Zanella: ''Clima di timore e tensione. Questa iniziativa aumenta dubbi e paure''
Ecco i testo integrale della lettera apparsa ieri nel reparto di Ginecologia e Ostetricia del Santa Chiara. In un passaggio si afferma che il reparto è finito in un abisso ''dopo il tragico evento''. Ed effettivamente, in un senso o nell'altro, si è giunti a un punto di non ritorno. Impossibile pensare che le cose tornino come prima senza grandi ripercussioni. Il consigliere di Futura: ''Inopportuni la tempistica, le modalità e soprattutto i contenuti della missiva''

TRENTO. E' apparsa ieri per i corridoi del reparto una lettera di sostegno al primario Tateo. Un modo per dire ''ci siamo anche noi'' e per qualcuno anche per ricordarlo a chi in questi giorni verrà convocato per fare luce su quanto sta succedendo da anni in quella unità operativa. Un tentativo, più che legittimo, di dare man forte al primario, al centro della tempesta legata al caso della scomparsa di Sara Pedri, ma che, visti le tempistiche in cui è apparsa, proprio al suo rientro al lavoro, mentre sono in azione gli ispettori del ministero, rischia di trasformarsi nella prova provata di un clima molto teso anche nei rapporti interni.
E per alcuni degli operatori che in questi giorni stanno venendo sentiti dagli ispettori e dai commissari, un tentativo quasi intimidatorio in un momento che, invece, richiederebbe che all'interno del reparto ci fosse la massima serenità possibile per arrivare a fare chiarezza, finalmente, in un senso o nell'altro. Una lettera, il cui testo pubblichiamo integralmente qui sotto, che vuole essere una sorta di raccolta firme a favore di Tateo, che chiede di porre ''fine a questo stillicidio di dichiarazioni anonime che distruggono la credibilità dell'intera Sanità Trentina e con essa il lavoro di migliaia di operatori del settore'' e lo fa in via a sua volta ''anonima'' (mentre, come è noto, le dichiarazioni e le testimonianze, pur se anonime a livello mediatico, hanno volti, firme e date precise in ambito di indagine). Una lettera che ammette che ''da circa un mese, quando questo tragico evento (la scomparsa di Sara Pedri, ndr) ha raggiunto risonanza nazionale tramite un programma televisivo, il nostro reparto è caduto in un abisso''.
E questo è certamente un elemento fondamentale su cui soffermarsi a riflettere perché è evidente che si è raggiunto, in un senso o nell'altro, un punto di non ritorno: il reparto, grazie al personale straordinario che ci opera e all'altissimo livello di professionalità, resta un'eccellenza e lo sanno benissimo i tanti padri e le tante madri che, anche in questo periodo difficile per l'unità operativa, stanno passando di là scoprendo la magia della vita e lo spettacolo della nascita grazie a loro. Ma è chiaro che da ''domani'' le cose non potranno più tornare come prima, non si potrà far finta che non sia successo nulla. Ci sarà personale disposto a venire a Trento in queste condizioni? Cosa accadrà a quello attuale, a quelli che hanno denunciato? Come ci si potrà rialzare da quello che i ''pro-Tateo'' hanno definito nella lettera ''un abisso''? Le risposte, difficili, spettano all'Apss e alla politica.
''Con sgomento apprendiamo dalla stampa - spiega il consigliere di Futura Paolo Zanella - che, nel giorno dell'arrivo degli ispettori ministeriali per verificare quanto sia successo all'interno del reparto di ginecologia dell'Ospedale santa Chiara in seguito alla denuncia dei familiari della giovane dottoressa Sara Pedri, “un gruppo di professionisti del reparto” - così si firmano - hanno scritto una lettera a sostegno del primario. Riteniamo siano quanto mai inopportuni la tempistica, le modalità e soprattutto i contenuti della missiva con la quale alcuni professionisti del reparto hanno deciso di “difendere” il primario ponendo l'accento sulla qualità clinica del reparto che nessuno ha mai messo in discussione''.
''Oggi sono arrivati gli ispettori ministeriali, sta indagando la procura, c’è un'indagine interna in corso - prosegue Zanella - e alcune ginecologhe hanno deciso di affidarsi a un avvocato. Ma la causa di tutto quello che sta succedendo non è legata in alcun modo a un'operazione sbagliata o a un parto problematico, ma alla gestione del personale, questione in capo al primario. Il reparto di ginecologia e ostetricia del S. Chiara rimane un'eccellenza, come rimangono indubbie le qualità cliniche del dott. Tateo. Non è questo il tema. Per questo quella lettera è fuori tema, andando a difendere qualcosa che nessuno ha mai messo in discussione. Quanto sta emergendo dalle numerose testimonianze è che il clima del reparto e la gestione del personale sembrano essere stati disfunzionali al poter lavorare in serenità. E su questo ispettori e procura stanno indagando. Il direttore di un'unità operativa non può essere solo un eccellente clinico, ma deve necessariamente essere anche un bravo coach per far crescere il gruppo, un leader in grado di motivare la propria squadra, oltre a lavorare per contrastare lo stress lavoro correlato, elemento fondamentale per la sicurezza sul lavoro del personale. Il clima è di timore e di tensione e una iniziativa come questa, può solo aumentare dubbi e paure all'interno di un reparto già scosso per la perdita di una collega e tutto quello che è emerso in seguito''.
Il 4 marzo scorso è scomparsa la collega Sara Pedri, che da pochi mesi faceva parte della nostra equipe. E' stato un duro colpo per tutti noi, in particolare per coloro che hanno condiviso più tempo con lei durante la sua permanenza in reparto. Nessuno avrebbe mai pensato ad una sua scomparsa. Da allora abbiamo seguito con trepidazione la vicenda, in silenzio, nella speranza non ancora svanita di un lieto fine.
Da circa un mese, quando questo tragico evento ha raggiunto risonanza nazionale tramite un programma televisivo, il nostro reparto è caduto in un abisso. Lo stesso reparto da anni fiore all'occhiello per la sanità trentina e punto di riferimento per pazienti e per professionisti ospedalieri e territoriali, ora viene accusato di violenza, intimidazioni e perfino di razzismo.
Tutti noi, medici, infermiere, ostetriche, operatrici sanitari, segretarie, chi è qui da anni e chi è arrivato da poco, tutti stiamo lavorando con impegno e abnegazione. Ci unisce la passione per il nostro lavoro, la premura per le pazienti, l'orgoglio per la nostra professione. Ci unisce la volontà di eccellere e di portare avanti ogni giorno quanto abbiamo costruito negli anni alla guida del dott. Saverio Tateo, un professionista con grandi capacità ed estrema passione ha portato la Ginecologia e l'Ostetrici del Santa Chiara ai vertici nazionali e al quale va la nostra stima e il nostro supporto.
E' sconvolgente che il lavoro di tutti noi, di tanti anni, di tanti sforzi, dai piccoli gesti ai grandi interventi chirurgici, sia oltraggiato e demolito in così poco tempo. E' inammissibile che un Reparto così importante e così ricco di professionalità, nel quale tutti noi abbiamo scelto di lavorare, venga screditato in questo modo senza ritegno.
Chiediamo che si faccia chiarezza velocemente e che i singoli casi vengano acclarati, ma che non venga messo in discussione il lavoro di tutto il Reparto. Che si smetta di prendere a pretesto la triste vicenda di Sara e la comprensibile angoscia della sua famiglia per rivalse personali o politiche. Che si ponga fine a questo stillicidio di dichiarazioni anonime che distruggono la credibilità dell'intera Sanità Trentina e con essa il lavoro di migliaia di operatori del settore. Le offese e gli insulti che da qualche giorno molti di noi stanno ricevendo ci rattristano e ci offendono, ma non ci impediranno di continuare a seguire nel miglior modo possibile le nostre pazienti.
Un gruppo di professionisti del reparto di Ostetricia e Ginecologia dell'Ospedale Santa Chiara di Trento.












