Caso Sara Pedri, lettera a sostegno del primario. Nursing up: “Clima intimidatorio”. Degasperi deposita un’interrogazione
In concomitanza con l’arrivo degli ispettori del Ministero della Salute (che dovranno valutare le condizioni di lavoro nel reparto), a ginecologia spunta una lettera anonima a sostegno del primario. Degasperi presenta un’interrogazione: “Documento talmente inopportuno da far dubitare della sua autenticità”

TRENTO. “Ci unisce la volontà di eccellere e di portare avanti ogni giorno quanto abbiamo costruito negli anni alla guida del dott. Saverio Tateo, un professionista con grandi capacità ed estrema passione ha portato la Ginecologia e l’Ostetricia del Santa Chiara ai vertici nazionali e al quale va la nostra stima e il nostro supporto”. Questo un passaggio della lettera che, proprio nel giorno dell’arrivo degli ispettori inviati dal Ministero della Salute, è apparsa nel reparto di ginecologia dell’ospedale Santa Chiara di Trento. La lettera a quanto pare sarebbe stata sottoscritta da più persone, che si firmano “un gruppo di professionisti del reparto”.
Come c’era da immaginarsi questo scritto apre a una serie di quesiti e interrogativi che hanno animato il dibattito sulla vicenda della scomparsa della giovane ginecologa Sara Pedri. “Ogni giorno che passa – commenta Filippo Degasperi – la gestione della Sanità anziché fugare dubbi e sciogliere i nodi fa l’esatto contrario. Nel pieno della bufera, tra dimissioni millantate o imposte del direttore generale e vicende del reparto di ginecologia, a riscaldare ancora gli animi arriva una lettera con cui ‘un gruppo di professionisti del reparto’ accusa tutti di ‘prendere a pretesto la triste vicenda di Sara per rivalse personali o politiche’. A prescindere dalle letture individuali, si tratta di un documento talmente inopportuno da far dubitare della sua autenticità”.
Secondo il consigliere di Onda Civica, se la lettera fosse veramente circolata con la richiesta di sottoscrizione potrebbe addirittura configurarsi un tentativo di andare a creare una sorta di lista di proscrizione, dividendo i “buoni collaboratori” (i firmatari) dai “cattivi” (tutti gli altri). Per far luce sulla vicenda Degasperi ha depositato un’interrogazione. Di una “provocazione” parla invece il consigliere di Fratelli d’Italia, Claudio Cia: “Ennesimo atteggiamento intimidatorio e arrogante, che impone interventi draconiani al fine di garantire condizioni affinché chi ha a cuore verità e giustizia siano liberi di darle voce”.
Anche Cesare Hoffer del sindacato Nursing up Trento chiede che sulla lettera venga fatta chiarezza. “È evidente – dice Hoffer – che all’interno del reparto di ginecologia permanere un clima intimidatorio”. Lo stesso sindacalista fa sapere che nelle prossime ore sarà inviata una specifica nota alla direzione dell’Ospedale Santa Chiara di Trento, al Direttore generale Apss e all’Assessora alla Salute Segnana, sollecitando queste figure non solo vigilare ma a intervenire e reprimere ogni ulteriore atteggiamento vessatorio, per tutelare il benessere psicofisico delle professioniste che lavorano nel reparto.
“Queste sanitarie – prosegue – sono già provate dai mesi della pandemia e ora stanno lavorando in un clima sempre più invivibile, dovendo garantire nel contempo alla cittadinanza un’adeguata qualità assistenziale. Impegno e abnegazione non sono mai mancati, le professioniste hanno sempre garantito alle utenti la massima professionalità e un clima accogliente e positivo, che ora alla lunga e in mancanza di adeguate prese di posizione istituzionali rischia di essere compromesso”.
A questo punto Nursing up si riserva di adottare tutte le azioni che saranno ritenute più opportune, sia legali che non, a tutela dei professionisti sanitari e della qualità assistenziale, qualora dovessero ripetersi determinate situazioni volte a compromettere il benessere psicofisico ed il rapporto fiduciario tra i vari professionisti.














