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Caso Sara Pedri, i dubbi sulla commissione interna, Coppola: “Non è imparziale”. Cia: “Convocare tutto il personale sanitario che si è dimesso”

Depositate due interrogazioni per far luce sulla scomparsa di Sara Pedri. Cia: “In commissione pare sia stato ‘convocato’ solamente il personale medico, così il ruolo di questa commissione ne risulterebbe ulteriormente sminuito”. Coppola: “Imbarazzante che a giudicare lo svolgimento dei fatti sia il datore di lavoro”

Di Tiziano Grottolo - 24 giugno 2021 - 12:02

TRENTO. Il primo effetto delle accuse lanciate da colleghi e famigliari hanno spinto le autorità a riprendere le ricerche della giovane ginecologa Sara Pedri, scomparsa lo scorso 4 marzo nella zona del lago di Santa Giustina. In secondo luogo anche l’Azienda sanitaria è dovuta correre ai ripari vedendosi costretta a istituire una commissione interna d’indagine per indagare sulle condizioni di lavoro all’interno del reparto di ginecologia dell’ospedale Santa Chiara di Trento.

 

Come ha riferito la sorella di Pedri, Emanuela: “Sara ha cominciato a sentirsi insicura usava sempre l’espressione mi sento terrorizzata’”. Come sostiene invece una collega della ginecologa: “In sala operatoria c’erano ferri chirurgici che volavano addosso alle persone anche per un non nulla, o venivano allontanate dalla sala operatoria oppure. Magari anche ginecologi bravi non li facevano più andare in sala operatoria. Venivi annullata. Ti fanno sentire una nullità e ti fanno mettere in dubbio ciò che tu da decenni fai tutti i giorni, cercano di trovare lo sbaglio anche se l’errore non c’è pur di metterti in crisi. Non si respira un’aria serena, si respira la paura di sbagliare perché non ci si fida di nessuno”.

 

Eppure alcuni consiglieri non sembrano convinti dell’imparzialità della commissione interna. “In relazione alla scomparsa della dottoressa ginecologa e alle accuse di mobbing – spiega Lucia Coppola dei Verdi – pare verranno svolte nelle prossime settimane delle audizioni rivolte a tutto il personale dell’Unità operativa. Ritengo decisamente imbarazzante che a giudicare lo svolgimento dei fatti sia il datore di lavoro. Quale imparzialità garantisce questo modus operandi?”

 

Come ricorda la stessa consigliera già nel 2012 dal reparto fu licenziata una ginecologa che avrebbe persino vinto una causa in merito. “Le sue lettere – prosegue Coppola – ai vertici aziendali e all’allora assessore alla sanità, con le quali chiedeva un confronto e denunciava le vessazioni e umiliazioni subite, rimasero senza risposta. Solo l’ammissione che talvolta il clima sul lavoro era particolarmente teso a causa dei carichi di lavoro. Risulta difficile immaginare che dal 2014 ben 12 medici si siano dimessi dal reparto solo perché non reggevano il carico di lavoro. Ora – conclude – una non imparziale commissione di indagine indaga”. La consigliera ha chiesto lumi in Provincia attraverso un’interrogazione

 

Sulla stessa questione è intervenuto il consigliere di Fratelli d’Italia Claudio Cia, pure lui ha depositato un’interrogazione: “Nelle scorse giornate sono iniziate le audizioni della Commissione interna, nonostante la volontà espressa di ‘udire’ tutto il personale dell’Unità Operativa, al momento pare sia stato ‘convocato’ solamente il personale medico, mentre sembra che il resto del personale sia stato solo ‘invitato’. Se questo fosse vero è evidente che il ruolo di questa commissione ne risulterebbe ulteriormente sminuito, visto che presumibilmente sarà molto difficile che qualcuno si esponga rivolgendosi con fiducia a tale Commissione per il timore di essere additato e per possibili ritorsioni sul posto di lavoro”.

 

Secondo Cia per piena luce su quanto sta avvenendo ormai da diversi anni all’interno del reparto di ginecologia del Santa Chiara di Trento la Giunta provinciale dovrebbe attivarsi con l’Apss affinché la commissione interna convochi a deporre tutti i membri personale sanitario del reparto che negli ultimi cinque anni si sono dimessi e i familiari di Sara Pedri”.

 

Infine, anche Silvia Farci, responsabile dipartimento tutela vittime di Fratelli d’Italia, si accoda all’appello del capogruppo in consiglio provinciale e chiede che sulla vicenda sia fatta chiarezza. “Di fronte alle varie testimonianze – afferma Farci – non si può più nascondere la testa sotto la sabbia, l’Azienda Sanitaria deve compiere un’analisi seria e approfondita per comprendere se all’interno dell’ospedale sia successo qualcosa che ha gravemente turbato la Pedri e se vi sia un nesso con le numerose dimissioni dall’unita di ostetricia e ginecologia negli ultimi anni”.

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