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| 18 dic 2021 | 11:59

Cibi scaduti, fra cui tranci di tonno e maiale, lavoratori in nero e scarso rispetto delle regole anti-Covid: due locali sanzionati in Val Gardena

I controlli sono stati eseguiti dai carabinieri, in collaborazione con i Nas e gli ispettori del lavoro: diverse le sanzioni erogate. Due gestori di altrettanti locali sono stati trovati con cibi scaduti. Oltre 30 chilogrammi di alimenti sono stati sequestrati

Cibi scaduti, fra cui tranci di tonno e maiale, lavoratori in nero e scarso rispetto delle regole anti-Covid
di Redazione

VAL GARDENA (BZ). I carabinieri di Ortisei, assieme ai militari del Nucleo antisofisticazioni e sanità (Nas), agli ispettori del lavoro della Provincia di Bolzano e agli agenti delle polizie locali di Selva e Ortisei, hanno controllato sei esercizi pubblici e circa 180 persone con le relative certificazioni verdi. I locali per la cronaca si trovano a Castelrotto, Ortisei e Selva.

 

Nel complesso, riferiscono i carabinieri, l’esito dei controlli è stato positivo visto che la maggioranza degli esercenti ha mostrato serietà e rispetto per le norme vigenti. Purtroppo invece due di essi si sono dimostrati poco rispettosi delle norme vigenti in materia di prevenzione della pandemia e in materia d’igiene degli alimenti e tutela della salute pubblica.

 

Il titolare di un ristorante di Castelrotto è stato denunciato a piede libero per l’ipotesi di reato di detenzione per la somministrazione di sostanze alimentari in cattivo stato di conservazione. Il titolare sessantenne del luogo si è reso responsabile di aver conservato dei tranci di tonno a contatto col ghiaccio e le bruciature da freddo, evidenti sui tranci, non danno garanzia di sicurezza alimentare. Non solo, aveva della carne di maiale acquistata come prodotto “fresco all’origine” e poi sottoposta a congelamento senza l’utilizzo dell’abbattitore, peraltro con data di scadenza superata da quasi due mesi. Venti chilogrammi di alimenti sono stati sottoposti a sequestro penale.

 

Inoltre gli ispettori del lavoro della Provincia hanno sospeso l’attività imprenditoriale poiché hanno rilevato la presenza di un lavoratore senza regolare contratto. L’imprenditore, per avere la revoca della sospensione, dovrà quindi regolarizzare i lavoratori “in nero” e pagare una somma aggiuntiva tra i 2.500 e i 5.000 euro in base al numero di lavoratori “in nero”. Lo stesso imprenditore è stato anche sanzionato per la violazione della normativa anti-covid poiché aveva omesso di controllare il “green-pass” di un dipendente che ne era sprovvisto. Ovviamente anche quest’ultimo è stato sanzionato.

 

A Selva di Val Gardena il gruppo ispettivo è arrivato poco prima della mezzanotte. In un noto discobar c’era molto movimento. Tutti i presenti sono stati controllati e contati. Due di essi erano senza “green-pass” e sono stati sanzionati. La titolare, peraltro già sanzionata a fine gennaio 2021 sempre per violazioni “covid”, è stata multata per l’omesso controllo dei “green-pass” poiché l’addetto al controllo all’ingresso aveva dichiarato falsamente di averli controllati tutti. Il locale peraltro aveva una capienza di 48 persone nel rispetto delle ordinanze provinciali “anti-covid”. Dentro però c’erano più di settanta persone.

 

Per tale motivo i carabinieri di Ortisei hanno chiesto un’ulteriore sanzione amministrativa che prevede la chiusura fino a dieci giorni. Da ultimo, l’imprenditrice è stata sanzionata amministrativamente dai carabinieri del Nas per omesso rispetto del piano di Haccp (analisi dei rischi e controllo dei punti critici) perché alcuni prodotti destinati a essere somministrati alla clientela erano scaduti. L’indicazione “preferibilmente” sulla data di scadenza indica che è responsabilità del titolare responsabile dell’Haccp decidere se e quando gettarli ma sul piano dell’azienda gardenese era indicato che essi dovevano essere distrutti subito, da qui la sanzione. Così 10 chilogrammi di alimenti sono stati sottoposti a sequestro amministrativo.

 

Infine, tra gli avventori, un 22enne di Santa Cristina ha esibito ai carabinieri un “green-pass” i un amico ma è stato scoperto e denunciato alla Procura della Repubblica per il reato di sostituzione di persona.

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