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Coppola: “La famiglia dice che Sara Pedri è stata offesa sul lavoro, svilita e umiliata. La scomparsa della 31enne pone inquietanti interrogativi”

Ad oltre tre mesi dalla scomparsa della ginecologa la consigliera dei Verdi presenta un'interrogazione per fare chiarezza sulle condizioni di lavoro all'interno del reparto di ginecologia di Trento: “Inquietanti interrogativi sui quali è necessario fare luce a tutti i livelli”

Pubblicato il - 10 giugno 2021 - 12:46

TRENTO. Mentre al lago di Santa Giustina proseguono le ricerche di Sara Pedri, la ginecologa di 31 anni che aveva lavorato prima all'ospedale Santa Chiara di Trento e poi in quello di Cles, la consigliera provinciale dei Verdi Lucia Coppola presenta un'interrogazione per chiedere risposta agli “inquietanti interrogativi sui quali è necessario fare luce a tutti i livelli. La famiglia dice che Sara è stata offesa verbalmente, che le hanno dato dell'incapace, che è stata svilita, umiliata sul lavoro e lasciata per turni interi a non fare nulla. E' stata avviata un'indagine interna?

 

“Sono passati più di 3 mesi dal 4 marzo – scrive Coppola – giorno in cui una ginecologa 31enne forlivese, fresca di specializzazione in Ginecologia e Ostetricia, ha smesso di dare notizie di se”. La dottoressa, ribadisce la consigliera dei verdi: “Dopo aver vinto un concorso per l'Ospedale di Cles, ha preso in realtà servizio al Santa Chiara di Trento. Solo più tardi pare si sia trasferita di nuovo a lavorare a Cles fino al 3 marzo, quando ha inviato una lettera di recesso dal lavoro. Il giorno dopo è scomparsa”.

 

La famiglia però, denuncia Coppola: “Ipotizza gravi problemi sul lavoro, dove Sara sarebbe stata offesa verbalmente, svilita e umiliata”. Nella puntata di ieri, 9 giugno, di Chi l'ha visto? infatti, la sorella e la madre di Sara hanno denunciato una situazione molto difficile all'interno del nosocomio trentino: “Veniva allontanata, verbalmente offesa con parole pesanti: ha cominciato a sentirsi terrorizzata, dicendo che non riusciva nemmeno a tenere il bisturi in mano”. Un altro operatore sanitario che lavora all'interno del reparto di ginecologia ha scritto alla trasmissione, chiedendo di rimanere anonimo, riportando un ambiente lavorativo non sano”.

 

Parrebbe che negli ultimi anni – continua poi Coppola – parecchi ginecologi abbiano lasciato il reparto di ginecologia di Trento. Sono state quindi avviate delle indagini interne, per verificare le condizioni lavorative nel reparto? E' vero che negli ultimi anni altri ginecologi hanno lasciato il Santa Chiara e che sono stati avviati dei contenziosi a carico proprio del dirigente del reparto di ginecologia?

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