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Coronavirus, 281 positivi e 1 morto. Le classi in quarantena salgono a 132 ma calano le terapie intensive

Continuano ad essere tanti i giovani trovati positivi e sono 15 le classi chiuse nelle ultime 24 ore. Le ospedalizzazioni calano di 6 unità

Di L.P. - 12 March 2021 - 17:53

TRENTO. Un decesso, 281 positivi con 3.342 tamponi e rapporto contagi/tamponi all'8,4% e un dato che è particolarmente preoccupante: altre 15 classi in quarantena in 24 ore per un contagio diffuso tra i minori e un totale di sezioni già bloccate salito a 132.

 

L'indicazione, a livello nazionale, da giorni era quelle di procedere alla chiusura delle scuole nei territori con più di 250 contagi ogni 100.000 abitanti. Il Trentino da settimane ha dati altissimi in questo senso (da un mese esatto assieme all'Alto Adige è classificato territorio ''rosso scuro'' dall'Europa) ma il presidente Fugatti ha insistito per rimanere con la scuola in presenza e così in pochi giorni il numero di classi bloccate è salito oltre quota 100 e dalle 117 di ieri si è passati alle 132 di oggi.

 

Dei 281 nuovi positivi di oggi (trovati con 1.678 tamponi molecolari e 1.664 tamponi rapidi antigenici) 4 hanno tra 0-2 anni, 14 tra 3-5 anni, 18 tra 6-10 anni, 9 tra 11-13 anni, 12 tra 14-19 anni e 43 di 70 e più anni. Calano le persone in terapia intensiva con l'occupazione dei posti in rianimazione sceso a quota 46 pazienti. I pazienti Covid totali ricoverati sono 240. Nella giornata di ieri sono stati registrati 16 nuovi ricoveri contro 22 dimissioni.  

 

In questo quadro sicuramente complesso cala l'Rt, passato da 1.1 a 1.04 in Trentino, ma resta fuori scala l'incidenza dei positivi (351.09 casi ogni 100.000 abitanti il secondo livello più alto d'Italia). La situazione al momento pare lontana dal quadro drammatico del periodo ottobre dicembre quando si registravano 10-15 morti al giorno e le strutture sanitarie erano sopra i livelli di guardia sia sulle terapie intensive che sugli altri reparti e la zona gialla è stata pagata con la più alta variazione di decessi rispetto alla media degli anni precedenti d'Italia. 

 

La speranza è che con questi dati attuali, le chiusure annunciate, e una buona campagna vaccinale si possa finalmente abbassare la curva del contagio in maniera drastica per tornare ad aprire davvero da dopo Pasqua con il ritorno del caldo. 

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