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| 04 feb 2021 | 17:01

Coronavirus, il Cts dà l'ok all'apertura degli impianti sciistici in zona gialla, nessun via libera in zona arancione

Le Regioni avevano chiesto la possibilità di poter aprire anche in zona arancione, ma questa eventualità è stata cassata. L'ipotesi è quella di partire il 17 febbraio per evitare situazioni di potenziale rischio legato alle festività di Carnevale. Ora si deve attendere l'ok da parte del governo a cui spettano le decisioni di finali

TRENTO. Semaforo verde al protocollo per la riapertura degli impianti sciistici in zona gialla. Bocciata la possibilità di via libera in zona arancione. Queste le indicazioni del Comitato tecnico scientifico.

 

Il protocollo per fronteggiare l'emergenza Covid-19 introduce un tetto massimo giornaliero di skipass e l’acquisto deve avvenire preferibilmente online, seggiovie e funivie contigentate nella capienza massima e l'utilizzo obbligatorio delle mascherine Ffp2. 

L'annuncio è arrivato anche dall'assessore Roberto Failoni. "Via libera allo sci da mercoledì 17 febbraio - e non più da lunedì - per gli impianti da sci situati nelle Regioni o Province autonome in zona gialla. Chiusi invece gli impianti nei territori in zona arancione o rossa. È quanto avrebbe deciso il Comitato tecnico scientifico al termine della riunione in cui è stato esaminato il protocollo messo a punto dalle Regioni lo scorso 28 gennaio".

 

Ricevuto un primo ok dal Cts, le Regioni avevano chiesto la possibilità di poter aprire anche in zona arancione, ma questa eventualità è stata cassata dagli esperti. Il Comitato evidenzia inoltre che bisogna valutare la situazione epidemiologica, l'impatto della riapertura delle scuole e le varianti prima di aprire gli impianti. 

 

Non è compito del Cts prorogare le chiusure o sancire il via libera, seppur in presenza di un parere importante, ora si deve attendere l'ok da parte del governo. Il decreto legge che contiene le disposizioni per quanto riguarda la mobilità e l'apertura degli impianti scade il prossimo 15 febbraio (Qui articolo). L'ipotesi è quella di partire il 17 febbraio per evitare situazioni di potenziale rischio contagio legato alle festività di Carnevale. 

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