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Coronavirus, tra voglia di libertà, visite in sicurezza e bilanci in rosso: la ripartenza delle Case di Riposo. La neo presidente di Upipa: ''Dobbiamo essere compatti''

Michela Chiogna è stata eletta presidente di Upipa e avrà l'importante compito di guidare gran parte delle Rsa verso l'uscita da questa pandemia. Ad inizio maggio sono riprese le visite e tra le ipotesi sulle quali si potrà lavorare anche quella di consentire gli anziani un ritorno a casa per qualche giorno

Di Giuseppe Fin - 09 May 2021 - 09:44

TRENTO. Centinaia di morti, la paura dei contagi, la solitudine ed ora i bilanci in rosso e una difficile ripresa che, però, sta iniziando. E' stato un anno davvero orribile quello vissuto nelle Rsa del Trentino. Lo sanno bene gli operatori che ci hanno lavorato, gli anziani che ci hanno vissuto e i loro famigliari. “Ora dobbiamo guardare avanti, dobbiamo ripartire un passo alla volta tutti assieme e in maniera compatta” spiega Michela Chiogna che 72 ore fa circa è stata eletta alla guida di Upipa, l'ente che in Trentino gestisce 45 case di riposo.

 

Chiogna prende il posto di Francesca Parolari che ha retto il timone di Upipa nella burrasca della pandemia. Presidente dell’Apsp Civica di Trento dal 2018, la neo presidente è stata prima per 10 anni componente del Consiglio di Amministrazione dell’Apsp. Beato De Tschiderer di Trento. Laureata in ingegneria, con esperienza nella progettazione degli spazi per le persone fragili ha avuto ruoli importante anche in Itea.

 

Presidente Chiogna, nelle scorse ore il ministro Speranza ha firmato un nuova ordinanza per consentire le visite in tutte le Rsa in piena sicurezza con il 'green pass'. In via sperimentale questo era già iniziato in Trentino ad inizio maggio, come sta andando?

Siamo partiti e abbiamo una buona risposta. Non abbiamo segnalazioni di criticità oppure di intoppi. Analizzando l'ordinanza di Speranza possiamo dire che il principio per consentire l'ingresso nelle strutture è molto simile e c'è una certa aderenza con quello adottato in Trentino. Nel nostro protocollo sono previste le visite anche in presenza di persone che hanno avuto solo una dose di vaccino mentre a livello nazionale vengono richieste entrambe. Da questo punto di vista siamo stati più coraggiosi.

 

E in cosa non lo siamo stati?

L'ordinanza di Speranza prevede la possibilità del ritorno a casa degli anziani. Questo è un aspetto molto interessante a cui non avevamo pensato. Ci possiamo lavorare anche perché andiamo verso i mesi estivi e magari qualche giorno gli anziani e i loro famigliari vorrebbero passarlo assieme a casa.

 

Dopo un anno davvero difficile lei ora dovrà condurre l'Upipa e le strutture verso una ripresa. Come vede la situazione?

Stiamo vivendo positivamente il momento e il mio obiettivo ora è quello di migliorare ancora di più la comunicazione tra gli enti e le famiglie. Ora con le vaccinazioni e il calo dei contagi si sono distesi gli animi. C'è un momento bello di serenità e un calo della tensione nelle strutture dovuta spesso negli scorsi mesi dalla lontananza dai famigliari.

 

Tantissime utenti nelle Rsa sono morti in questi mesi a causa del Covid, tanti posti sono rimasti vuoti. Questo per i bilanci delle strutture significa anche un calo delle entrate.

Si, purtroppo. Stiamo riscontrando che la chiusura in rosso dei bilanci è una situazione che si sta rivelando diffusa. La Provincia è intervenuta ma non abbastanza per ripianare i conti che porteranno ad una situazione penalizzata anche per tutto il 2021. Ora però sono iniziate le nuove entrate degli utenti e la situazione nei prossimi mesi dovrebbe iniziare un po' alla volta cambiare e migliorare. Tante strutture avevano una percentuale di posti lasciati vuoti davvero elevata.

 

La pandemia ha messo in evidenza, però, anche un altro problema: la mancanza di infermieri. Su questo aspetto come bisogna intervenire?

Nelle scorse ore mi ha fatto piacere essere contattata dal presidente dell'Ordine degli infermieri e abbiamo deciso di incontrarci. In Upipa esiste una consulta dei direttori ed è importante ma manca un tavolo del personale sanitario dove ci si possa confrontare tra enti e ordini professionali. Credo sia importante e ci lavoreremo. Solo assieme e solo attraverso il confronto possono arrivare spunti nuovi e positivi per riuscire ad affrontare questo problema.

 

Francesca Parolari è stata sfiduciata dal precedente consiglio d'amministrazione di Upipa dopo aver avviato una programma sperimentale di apertura delle strutture. Si è parlato di mancanza di dialogo. Lei cosa ne pensa?

Io voglio solo dire una cosa: guardiamo avanti e lasciamoci alle spalle quello che è successo.  Proseguiamo il nostro lavoro, mantenendo la nostra autonomia rispetto le altre istituzioni ma dialogando sempre. Dobbiamo essere compatti.

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