Covid-19, focolaio a Trieste dopo i cortei no-pass e in ospedale servono nuovi posti letto. Riccardi: “Oltre 90% dei ricoverati senza vaccino”
Dopo i giorni di cortei e manifestazioni contro il Green pass, ora Trieste si trova ad affrontare un nuovo focolaio e gli ospedali finiscono sotto pressione. Il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia con delega alla Salute Riccardo Riccardi: “Da questa mattina una decina di persone si trova in lista di attesa”

TRIESTE. Proteste anti-Green pass a Trieste: dopo i cortei e le manifestazioni in città è stato segnalato un nuovo focolaio di Covid-19 e si contano 70 casi. Gli ospedali del capoluogo del Friuli Venezia Giulia sono sotto pressione mentre, dice il vicegovernatore con delega alla Salute Riccardo Riccardi: “Da oggi (29 ottobre ndr) la Sc Malattie infettive ha dovuto riattivare i posti letto di degenza che si trovano al terzo piano della Palazzina infettivi dell'ospedale Maggiore di Trieste”.
E' lì che verranno curati 4 nuovi pazienti colpiti da virus, mentre altri 15 si trovano già ricoverati al primo piano della struttura rimasto sempre aperto. “Purtroppo il virus ha ripreso a correre e le notizie che giungono dal Pronto soccorso non sono certo confortanti – continua Riccardi – da questa mattina una decina di persone si trova in lista di attesa e nelle prossime ore una parte sarà sicuramente accolta all'interno del reparto”.
Secondo il Corriere della Sera, che riporta le parole del direttore del Pronto soccorso Franco Cominotto (direttore della struttura complessa Ps e Medicina d’urgenza di Cattinara e Maggiore), attualmente ci sarebbero ben 12 pazienti con polmonite da Covid in attesa di un posto letto. E gli accessi continuano ad aumentare. Il focolaio di Trieste, continua il vicegovernatore, ha avuto origine dalle manifestazioni di protesta contro il Green pass: “Potrebbe essere difficile, o richiedere un tempo lungo, far ridiscendere la curva dei contagi e questo desta qualche preoccupazione”.
Dalle informazioni che sono arrivate dal reparto di Malattie infettive, conclude Riccardi: “Oltre il 90% dei pazienti ricoverati non risulta vaccinato. Il rimanente è composto da persone molto anziane o fragili che sono ancora in attesa della terza dose del vaccino o l'hanno fatta da poco tempo”. Secondo il capo della task force regionale per l'emergenza Covid-19 Fabio Barbone, i contagi sarebbero “frutto di contatti stretti, a meno di un metro” e avrebbero contribuito i “canti e le urla” dei manifestanti.












