Covid-19, report Gimbe: +16,6% di casi e +14,9% ricoveri, crolla numero di nuovi vaccinati. A Bolzano occupati l'11% dei letti in area medica
Nell'ultimo monitoraggio della Fondazione, per la settimana 27 ottobre-2 novembre, si rileva un ulteriore aumento dei nuovi casi settimanali che da 25.585 passano a 29.841. Peggiora anche la situazione negli ospedali, dove aumentano sia i ricoveri in area medica (+388) che in terapia intensiva (+44). Cartabellotta: “Accelerare su terze dosi”

TRENTO. Dopo l'inversione di tendenza e la crescita della curva dei contagi la scorsa settimana, anche negli ultimi sette giorni la situazione pandemica in Italia continua a peggiorare: aumentano ancora i nuovi casi (+16,6%) e i ricoveri (+14,9%) ma cala invece il numero di nuovi vaccinati giornalieri. A dirlo la fondazione Gimbe, analizzando l'andamento del virus a livello nazionale nella settimana dal 27 ottobre al 2 novembre. I nuovi casi settimanali sono passati da 25.585 a 29.841 e l'aumento della circolazione del Covid-19 si riflette, dicono gli esperti della fondazione, anche sulla situazione nelle strutture ospedaliere. I ricoveri in area medica sono infatti aumentati di 388 unità e s'inverte la tendenza anche nelle terapie intensive, dove sono stati registrati 44 nuovi ingressi (+12,9%).

Lieve aumento anche nel numero dei decessi (+3,2%) che nell'ultima settimana sono arrivati a 257. “Si conferma a livello nazionale un incremento dei nuovi casi settimanali – dice Nino Cartabellotta, presidente di Gimbe – seppur più contenuto rispetto alla precedente”. A livello provinciale, con 376 casi per 100mila abitanti Trieste si conferma il territorio più colpito ma subito sotto, con 148 casi ogni 100mila abitanti, si trova la Provincia di Bolzano (Trento è ferma a 55). In Alto Adige preoccupa anche la percentuale di occupazione nei posti letto in area medica (all'11%, primo posto in Italia) e la variazione percentuale dei nuovi casi negli ultimi 7 giorni (+55%, terzo posto in Italia e ben sopra la media nazionale del 16,6%).

A livello nazionale, specifica Gimbe, il tasso di occupazione rimane molto basso (5% in area medica e 4% in terapia intensiva). “Si registra un lieve aumento degli ingressi giornalieri in terapia intensiva – spiega Mario Mosti, direttore operativo della fondazione – con una media mobile a 7 giorni di 26 ingressi giornalieri rispetto ai 23 della settimana precedente”. Dopo aver sfiorato quota 440mila nuovi vaccinati nella settimana 11-17 ottobre, il totale nelle ultime due settimane è crollato prima a 239mila e poi poco al di sopra di quota 144mila. Rispetto alle persone ancora da vaccinare preoccupano in particolare gli oltre 2,7 milioni di over 50 ad elevato rischio di malattia grave e ospedalizzazione e gli oltre 1,3 milioni nella fascia 12-19 che riducono la sicurezza nelle scuole. Negli over 60, sottolinea Gimbe, l'efficacia del vaccino sulla malattia grave si conferma molto elevata ma in lieve e progressiva diminuzione. “Indipendentemente dal livello degli anticorpi circolanti – commenta Cartabellotta – questi dati confermano le indicazioni alla dose booster alle categorie a rischio identificate dal Ministero della salute e la necessità di accelerarne la somministrazione”. Entro fine anno saranno circa 7,4 milioni i candidati alla terza dose, pari a circa 800mila somministrazioni settimanali.

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