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| 29 dic 2021 | 05:01

Covid, 900 casi in Trentino. Ferro: ''Contact tracing saltato, contagio diffuso della variante Omicron. Ma gli ospedali tengono e la zona arancione non è all'orizzonte''

"Ormai con 900 casi ci può certamente essere qualche focolaio ma siamo davanti ad un contagio diffuso della variante Omicron'' spiega il direttore dell'Apss, Antonio Ferro. Preoccupa la situazione dei non vaccinati, " E' ovvio che se la variante Omicron si concentra su di loro sarà problematica la situazione"

Covid, 900 casi in Trentino

TRENTO. Al momento la situazione negli ospedali,  impegnati ad affrontare la quarta ondata di contagi causati da Omicron, sembra essere sotto controllo. Lo conferma a ilDolomiti.it il direttore dell'Apss, Antonio Ferro che però si dice “preoccupato” soprattutto per i non vaccinati che rischiano di stravolgere la situazione mettendo in crisi il sistema sanitario. “Se Omicron si concentrerà sui non vaccinati è ovvio che la situazione diventerà davvero difficile” spiega Ferro.

 

Il Trentino nelle ultime 24 ore ha avuto un vero e proprio boom di contagi (QUI L'ARTICOLO). Quasi 900 positivi e anche se l'effetto dei vaccini porta a meno ospedalizzazioni, l'attenzione rimane molta alta in vista delle prime settimane di gennaio.

 

Dottor Ferro, quasi 900 contagi non sono pochi per il Trentino. E' il valore più alto registrato da inizio pandemia. Come vede la situazione?

E' la dimostrazione che Omicron è entrata in azione ed abbiamo molti casi. Poi probabilmente una parte sono anche un retaggio del fatto che i giorni precedenti, Santo Stefano e Natale, la gente non ha fatto tamponi e allora si sono concentrati tutti su una giornata. Bisognerà vedere cosa accadrà nei prossimi giorni, io mi aspetto che con l'entrata di Omicron i casi siano numerosi.

 

Abbiamo, secondo gli ultimi dati, 115 persone ricoverate di cui 23 in terapia intensiva. La pressione sugli ospedali come sta evolvendo?

Posso dire che qui c'è una buona notizia, in ospedale abbiamo un numero di ricoveri di circa 10 al giorno e questa situazione di stabilità di numeri la vediamo anche nelle terapie intensive. Stiamo a vedere effettivamente che impatto avrà Omicron sapendo che il problema vero sono i soggetti non vaccinati.

 

Preoccupa un possibile aumento delle ospedalizzazioni per i primi giorni di gennaio?

Si mi preoccupa ma stiamo a vedere effettivamente quanto Omicron è impattante. Dai primi studi sembrerebbe avere un minore impatto rispetto la variante Delta. Ma è ovvio che se si concentra sui soggetto non vaccinati sarà problematica la situazione.

 

L'invito alla popolazione rimane quello di vaccinarsi.

Certo, è fondamentale vaccinarsi. Quelli che devono fare la terza dose la facciano al più presto. E' la cosa più importante che dobbiamo fare. E' evidente che nei vaccinati la variante Omicron ha una possibilità di malattia molto inferiore.

 

Al momento ci sono focolai in Trentino?

Ormai con 900 casi possiamo dire che può certamente esserci qualche focolaio ma siamo davanti ad un contagio diffuso della variante Omicron.

 

E il tracciamento sta funzionando ancora?

Quando arrivi a un numero simile di casi il contact tracing classico perde di senso. Per fortuna noi abbiamo, una delle poche regioni, un sistema automatizzato che ci permette di quarantenare automaticamente tutti i positivi.

 

Lei crede che il Trentino a breve entrerà in zona arancione?

Al momento no, con le attuali ospedalizzazione non vedo all'orizzonte una zona arancione.

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