Covid, i vaccinati ricoverati? “Diversi casi riguardano asintomatici entrati in ospedale per altri motivi”
L’Apss si prepara all’inverno, dalla trasformazione del drive through di Trento sud alla terza dose. Benetollo: “Oggi due terzi delle persone che sono ricoverate non sono vaccinate. Stiamo cercando di difendere con tutte le nostre forze le attività programmate”

TRENTO. In vista dell’arrivo dell’inverno e delle basse temperature il centro vaccinale drive through di San Vincenzo a Trento sud subirà una trasformazione. “Vogliamo anticipare le intemperie dei mesi a venire – dichiara l’assessora Stefania Segnana – per evitare che le persone debbano stare all’aria aperta. Per lunedì prossimo la protezione civile predisporrà una struttura diversa da quella che c’è attualmente”.
Segnana assicura perciò che “verranno installati dei container dentro i quali verranno fatte le vaccinazioni. Non ci si vaccinerà più all’interno della propria auto, ma si entrerà all’interno di una struttura riscaldata, parcheggiando all’esterno”. Saranno predisposte “la sala per l’accettazione, quella per l’osservazione e i container per la vaccinazione, che conterranno i box vaccini”.
Per evitare che le persone stiano all’aria aperta, vista la stagione invernale in arrivo, sono già stati posti dei gazebo all’interno del drive through, sottolinea l’assessora, e “sono state concentrate le vaccinazioni nelle ore più calde della giornata, dalle 10 alle 16 per venire incontro alla necessità di mettere al caldo sia i nostri operatori che chi si vaccina”.
Pier Paolo Benetollo, responsabile del servizio ospedaliero provinciale, riporta che già dall’estate l’Apss aveva iniziato a prepararsi in vista dei mesi più rigidi per prudenza e per essere pronti a ogni evenienza: “Abbiamo la sezione malattie infettive di Trento e di Rovereto, la pneumologia di Arco. Stiamo aumentando la capienza di questi reparti, in particolare di quest’ultimo. Stiamo cercando di difendere con tutte le nostre forze le attività programmate”.
L’aspetto che fa guardare al futuro con un pizzico di ottimismo però è che “nell’attuale situazione di copertura vaccinale una serie di elementi ci fanno pensare che potrebbe esserci nel prossimo inverno un quinto o un quarto delle necessità di ospedalizzazione che ci sono state l’inverno dello scorso anno”, sostiene Benetollo.
A supporto di questa tesi parlano anche i dati delle ospedalizzazioni: “Colpisce che oggi due terzi delle persone che sono ricoverate non sono vaccinate – prosegue – chi non si è vaccinato sta correndo lo stesso rischio che correva lo scorso anno. Le persone vaccinate fortunatamente consentono al sistema di funzionare”.
Riguardo la terza dose, che da domani (4 novembre) sarà accessibile anche agli over 60 e alle persone fragili con patologie croniche, Benetollo sostiene che “sarà un ulteriore aiuto a comprimere questa quantità di questo terzo di persone, che oggi sono ricoverate nonostante avessero fatto la seconda dose”.
Il direttore generale dell’Apss Antonio Ferro torna a sottolineare l’importanza della vaccinazione, appellandosi alla popolazione che ancora non l’ha fatta. Riguardo ai ricoveri: “possiamo dire che sono soggetti soprattutto sopra gli ottant’anni di età e soggetti anche di età inferiore che però hanno pluripatologie, soggetti quindi che hanno un’età anagrafica diversa dall’età invece che presuppone lo stato di salute, ad esempio con patologie cardiache pregresse o patologie polmonari, per cui anche con la seconda dose è normale che abbiano delle ricadute. Questo rafforza ancora di più il messaggio di oggi: fare la terza dose soprattutto su soggetti sopra i 60 anni di età e quelli più a rischio”.
Benetollo ricorda che un basso numero di ricoveri è dovuto a pazienti asintomatici, in ospedale per altre patologie, ma calcolati nei “ricoveri da Covid”: “Si tratta di un piccolo gruppo, ma comunque non irrilevante, di persone che hanno un riscontro occasionale di positività nel corso di ricovero per altro motivo. Una buona parte di quel terzo di persone ricoverate, che erano già state vaccinate, era stata ricoverata per altro motivo, ma per gli screening fatti su tutti quanti i pazienti è capitato di trovare dei casi di Covid asintomatici. Una fattispecie non trascurabile, perché questi pazienti in quanto positivi, devono essere messi in isolamento e rientrano a tutti gli effetti nei numeri che stiamo fornendo”.














