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| 29 giu 2021 | 06:01

Covid, in Italia in un mese la variante Delta è quadruplicata. Benetollo: “Il pericolo esiste, l’ultimo caso in Trentino nelle scorse settimane”

In Italia la diffusione della variante Delta (trovata anche in Trentino) nel giro di un mese è passata dal 4,2% al 16,8% e per l’Iss diventerà la mutazione prevalente. Benetollo: “Sappiamo che la circolazione è in aumento in tutto il Paese, entro ottobre sarà importante vaccinare più persone possibili soprattutto fra gli over 50”

Covid, in Italia in un mese la variante Delta è quadruplicata

TRENTO. La variante prevalente è ancora quella Alfa (o Inglese al 74,9%) ma la mutazione Delta (o Indiana al 16,8%) è in rapida ascesa. Questo il quadro che emerge dall’ultimo report dell’Istituto Superiore di Sanità sulla diffusione delle varianti del Sars-CoV-2 in Italia.

 

Nel periodo di riferimento, cioè dal 28 dicembre 2020 al 21 giugno 2021, sono stati segnalati al Sistema di sorveglianza integrata un totale di 31.158 casi di infezione. Sebbene i dati di giugno non siano ancora consolidati, dalle prime segnalazioni di sequenziamenti eseguiti, si segnala un aumento in percentuale dei casi di variante Kappa e Delta che, in quanto appartenenti allo stesso lignaggio, non vengono distinte dal sistema. La cosiddetta mutazione “Indiana” e un suo sottotipo, passano dal 4,2% registrato nel mese di maggio, al 16,8% del mese di giugno (dati estratti al 21 del mese).

 

Per quanto riguarda l’Italia principalmente si tratta di focolai di trasmissione circoscritti ma secondo il Centro Europeo per la Prevenzione ed il Controllo delle infezioni (Ecdc) la più elevata trasmissibilità della variante Delta farà si che entro la fine di agosto questa costituirà il 90% dei virus Sars-CoV-2 circolanti nell’Unione Europea.

 

“Dalla nostra sorveglianza epidemiologica – dice Anna Teresa Palamara, direttrice del Dipartimento malattie infettive dell’Iss – emerge un quadro in rapida evoluzione che conferma come anche nel nostro Paese, come nel resto d’Europa, la variante Delta del virus stia diventando prevalente. Con la prossima flash survey avremo una stima più precisa della prevalenza”.

 

Se la variante Alfa è diffusa in ben 90 Province (fra cui il Trentino) la mutazione Delta è stata rilevata in 32 territori e anche qui compare Trento. Pure in Alto Adige sono presenti le due varianti alle quali si aggiungo le mutazioni Eta e Beta (o Sudafricana).Le varianti si muovono con grande velocità e quindi il pericolo esiste”, afferma il direttore generale dell’Azienda sanitaria trentina, Pier Paolo Benetollo. “Anche se il Trentino è piccolo e quindi è più complicato fare le statistiche non c’è motivo per pensare che la situazione si muova diversamente dal resto d’Italia. Noi abbiamo avuto finora alcuni casi di variante Delta, alcuni ad aprile e uno più recente nelle scorse settimane”.

 

Come sottolinea il direttore di Apss il problema è che la variante in questione è più contagiosa: “Sappiamo che la circolazione è in aumento in tutto il Paese e ci aspettiamo che succeda anche da noi benché in questo momento la situazione sia dominata dalla diminuzione dei casi. Al di là dell’aggressività o delle possibili complicanze il problema è quello di riuscire a raggiungere il più possibile la protezione totale della popolazione. La copertura della vaccinazione è cruciale in questa situazione. Dobbiamo fare in modo che quest’autunno, quando il virus sicuramente tornerà a circolare, tutte le persone che hanno più di 50 anni, che poi sono quelle che rischiano maggiormente di finire ricoverare anche in terapia intensiva, siano vaccinate”.

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