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| 17 giu 2021 | 18:16

Covid, stress e restrizioni: durante la pandemia boom di fumatori. L’Iss: “Sono 1,2 milioni in più. Fra i giovanissimi un ragazzo su tre ha già avuto un contatto con il fumo”

Durante la pandemia i fumatori sono notevolmente aumentati, l’Iss: “Colpa delle restrizioni e dello stress legato all’emergenza sanitaria”. Il consumo di tabacco associato anche comportamenti non salutari come l’assunzione smodata di alcol per raggiungere rapidamente uno stato di ubriachezza o il consumo di sostanze psicoattive

Covid, stress e restrizioni: durante la pandemia boom di fumatori
di Sabina Boscaro

TRENTO. La pandemia e le relative restrizioni hanno portato a un aumento di oltre un milione di fumatori nel nostro Paese, per l’esattezza sono 1,2 milioni in più le persone che hanno preso quest’abitudine. A rivelarlo uno studio dell’Istituto Superiore di Sanità svolto in collaborazione con l’Istituto Farmacologico Mario Negri di Milano in occasione della giornata mondiale senza tabacco. “Nelle condizioni di restrizioni delle libertà e di stress conseguenti alla pandemia, aumentano di oltre 1 milione sia i fumatori che le fumatrici – sottolinea Silvio Garattini presidente onorario del Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri – a maggio 2021 la prevalenza di fumatori in Italia è del 26,2% (stima di 11,3 milioni) di cui il 25,7% sono maschi (5,5 milioni) e il 26,7% sono femmine (5,8 milioni)”.

 

Secondo l’indagine campionaria condotta dall’Iss, in collaborazione con la Società Explora (centro di ricerca e analisi statistica di Padova), su 27.775 studenti emerge che, fra i 14 e i 17 anni, un ragazzo su tre ha già avuto un contatto con il fumo o il tabacco e quasi il 42% con la sigaretta elettronica. Ed è proprio questa a essere una delle cause che indirizza i più giovani, ma non solo, a diventare dei veri e propri fumatori: secondo l’Organizzazione mondiale della sanità i giovani che utilizzano sigarette elettroniche hanno il doppio delle probabilità rispetto ai coetanei che non ne fanno uso di diventare fumatori di sigarette tradizionali nel corso della loro vita.

 

“Un ruolo chiave nell’aumento dei fumatori – sostiene Roberta Pacifici, direttore Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell'Iss – lo hanno avuto i nuovi prodotti del tabacco (sigarette a tabacco riscaldato, Htp) e le e-cig (sigarette elettroniche). Infatti il loro uso in Italia contribuisce alla iniziazione e alla ricaduta del consumo di sigarette tradizionali e ne ostacola la cessazione, alimentando l’epidemia tabagica”.

 

Il 52,5% degli studenti ha iniziato a consumare tabacco o a utilizzare la sigaretta elettronica alle scuole superiori, sebbene il 47,5% di essi abbia iniziato già prima, alle scuole elementari (4,1%) o alle scuole medie (43,4%). Il prodotto utilizzato per la prima volta è stato prevalentemente la sigaretta tradizionale (77,6%) ma come già anticipato c’è anche chi ha iniziato con la sigaretta elettronica (20,1%) o la sigaretta a tabacco riscaldato (2,3%).

 

Tra i fumatori di sigarette tradizionali, il 26,3% fuma dieci o più sigarette al giorno e tra questi, l’1,5% ne fuma più di 20; questi ultimi sono anche quelli che rispetto ai coetanei spendono di più denaro senza il controllo dei genitori: infatti, se il 45,4% dei non fumatori dichiara di non spendere nulla senza il consenso dei genitori, tale percentuale scende al 12,3% tra i fumatori occasionali e all’11,5% tra i fumatori abituali. Percentuali del tutto sovrapponibili si registrano tra gli utilizzatori di sigarette elettroniche.

 

Ma non è tutto: il consumo di tabacco è più frequentemente associato a comportamenti non salutari, quali il binge drinking (assunzione smodata di alcol per raggiungere rapidamente uno stato di ubriachezza), o il consumo di sostanze psicoattive. Infatti se l’1% dei non fumatori ha dichiarato di aver bevuto fino a perdere il controllo tre o più volte nel corso del mese precedente all’intervista, tale percentuale sale a circa il 7% tra i fumatori di sigarette tradizionali e a circa il 9% tra i consumatori di sigarette elettroniche.

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