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Belluno
31 maggio | 18:56

Quasi un adulto su quattro nel bellunese è un fumatore, ecco i dati dell'azienda sanitaria in occasione del "No tobacco day 2024"

L'abitudine al fumo risulta più diffusa tra i giovani, gli uomini e le persone con un livello socio economico più basso ed è in aumento la percentuale di fumatori che fa uso di sigarette elettroniche

BELLUNO. Quasi un quarto dei bellunesi adulti, tra i 18 e i 69 anni, è un fumatore.

 

A comunicarlo è l'Ulss Dolomiti che, in occasione della Giornata mondiale senza tabacco – che si celebra il 31 maggio per riflettere sulle abitudini al fumo, sull'importanza di smettere di fumare e per sensibilizzare la cittadinanza – ha diffuso alcuni dati sul fenomeno nel bellunese.

 

Dai questi si evince che la maggior parte della popolazione adulta sul territorio (55%) non fuma o ha smesso di fumare (22%), mentre il 23% è appunto fumatrice, a fronte di una media nazionale del 24%.

 

L'abitudine al fumo risulta più diffusa fra le persone delle fasce di età più giovani, fra gli uomini, fra le persone con un livello socio-economico più basso, mentre non si evidenziano differenze legate alla cittadinanza.

 

Venendo al numero medio di sigarette fumate ogni giorno, questo è pari a 10,8 e i "forti fumatori" - ovvero coloro che fumano più di venti sigarette al giorno - sono il 20,6%, a fronte dei "fumatori occasionali" che si attestano al 5,6%.

 

Un aspetto curioso riguarda poi il modo di fumare, perchè dal 2018 in poi questo sta cambiando: "È in aumento la percentuale di fumatori che fa uso di sigarette elettroniche e di Iqos, passata rispettivamente dal 3,1% al 4,3% e dallo 0,25% al 1,1%, anche se l’uso della sigaretta tradizionale rimane invariato. Tra i fumatori è in aumento il poliuso, ovvero l’uso combinato di sigarette tradizionali e altri dispositivi, passato dal 2,3% nel 2018 al 3,6% nel 2023".

 

Guardando alle nuove generazioni, e allargando lo sguardo, secondo i dati della sorveglianza Global Youth Tobacco Survey – acquisiti da un'indagine condotta su un campione di 13-15enni delle scuole italiane – in Veneto uno su tre ha usato almeno una volta, nell’ultimo mese, un prodotto tra sigarette, e-cig e prodotti a tabacco riscaldato e quasi uno su tre ha fumato una sigaretta tradizionale almeno una volta nella vita.

 

Tra i giovani che hanno partecipato all’indagine, quasi uno su cinque è un fumatore abituale e la grande maggioranza di loro fa un uso concomitante di sigarette tradizionali, e-cig e prodotti a tabacco riscaldato, mentre solo il 3% del campione fa un utilizzo esclusivo di sigarette tradizionali.

 

La percentuale di giovani fumatori occasionali di sigarette è invece del 34%, mentre quella di chi fuma e-cig o HTP è rispettivamente del 38% e 21%.

 

"I ragazzi riportano una alta fiducia nella propria capacità di smettere di fumare – si legge nella nota – ma circa la metà dei fumatori di sigarette è a rischio dipendenza, fenomeno che è più importante per chi fa uso della sigaretta elettronica con nicotina".

 

Per quanto riguarda lo smettere di fumare, tra chi fumava nei 12 mesi precedenti all’intervista quasi la metà (45%) ha tentato di smettere e di questi l’81% ha fallito, il 15% stava ancora tentando di smettere, mentre solo il 4% ci è riuscito effettivamente.

 

"Tra le persone che hanno tentato di smettere di fumare nell’ultimo anno, indipendentemente dall’esito del tentativo – viene spiegato – l’82% l’ha fatto da solo, il 2% ha partecipato a incontri o corsi organizzati dalle ASL e il 4% ha usato la sigaretta elettronica".

 

Ad essere messo in evidenza dal report è anche il ruolo degli operatori sanitari: "Tra gli intervistati che negli ultimi 12 mesi hanno avuto un contatto con un operatore sanitario al 32% è stato chiesto se fuma, e tra i fumatori il 45% dichiara di aver ricevuto il consiglio di smettere. Di questi il 28% ha ricevuto tale consiglio per motivi di salute, il 15% a scopo preventivo e il 2% per entrambe le ragioni".

 

Un ultimo aspetto affrontato è quello del rispetto del divieto di fumo, specialmente sul posto di lavoro: tra i lavoratori intervistati, la quasi totalità (99,5%) ha dichiarato che il divieto di fumare nel luogo di lavoro è sempre, o quasi sempre, rispettato.

 

In ambito domestico, invece, nel 94% delle case dei bellunesi non si fuma in nessuna stanza, con la percentuale che sale al 97% se in casa sono presenti bambini.

 

"Il fenomeno del consumo di tabacco richiede vari livelli di intervento che mirano da un lato a ridurre il numero delle persone che iniziano a fumare e dall'altro a sostenere coloro che intendono smettere", conclude la nota dell'Ulss Dolomiti che specifica di essere "impegnata, in sinergia con le politiche sanitarie regionali, sul versante preventivo con il progetto validato dalla regione 'Liberi di scegliere' rivolto agli studenti delle scuole secondarie di primo grado e che prevede il coinvolgimento diretto degli insegnanti che propongono le attività in classe".

 

Ad essere segnalati sono inoltre il sito "Smettiintempo" che propone un metodo per aiutare le persone fumatrici a smettere attraverso suggerimenti efficaci e informazioni scientificamente corrette in linea con le indicazioni strategiche dell'Istituto Superiore della Sanità  e la possibilità di rivolgersi (tel. 0437516366) all'ambulatorio per smettere di fumare della Pneumologia dell'ospedale San Martino di Belluno.

 

 

 

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