Crisi Afghanistan, Ianeselli: “Pronti a fare la nostra parte per i profughi”. Anche la Comunità islamica di Trento disponibile per l'accoglienza
La Pat ha da poco annunciato che anche il Trentino, dopo l'Alto Adige, accoglierà circa 90 afghani sul territorio provinciale: i profughi passeranno i 10 giorni di quarantena a Riva del Garda per poi entrare “nel programma di accoglienza e smistamento” coordinato dal governo nazionale. A Trento il primo cittadino Franco Ianeselli dichiara: “Noi pronti a fare la nostra parte, anzi il nostro dovere”. Intanto la Comunità islamica a Trento si dice “disponibile” per l'accoglienza di eventuali profughi afghani

TRENTO. Mentre la situazione in Afghanistan continua a peggiorare dopo il ritorno al potere dei talebani, il Trentino sembra pronto a fare la sua parte per sostenere chi fugge dalla violenza degli studenti coranici. Dopo l'annuncio della Pat, che ha confermato che anche in Trentino arriveranno circa 90 profughi in una struttura a Riva del Garda (per osservare i 10 giorni di quarantena e poi entrare “nel programma di accoglienza e smistamento” coordinato dal governo nazionale, Qui Articolo), il sindaco di Trento Franco Ianeselli dichiara: “Noi pronti a fare la nostra parte, anzi il nostro dovere perché le città sono sempre state un rifugio per i perseguitati in cerca di pace e sicurezza”. Dal capoluogo arriva la disponibilità anche della Comunità islamica, pronta ad accogliere eventuali profughi afghani.
“Novanta profughi afghani arriveranno presto in Trentino – scrive Ianeselli – in un centro in cui resteranno giusto il tempo necessario per la quarantena. Poi saranno smistati sul territorio nazionale. Noi siamo ovviamente pronti a fare la nostra parte. Anzi, oserei dire il nostro dovere, perché le città sono sempre state un rifugio per i perseguitati in cerca di pace e sicurezza”.
In questi giorni, sottolinea il sindaco: “Ci siamo sentiti perduti davanti alle immagini terribili che arrivano da Kabul. La ressa, la disperazione all'aeroporto, i bambini passati di mano in mano e consegnati a chi ha la fortuna di imbarcarsi (e bisogna sentirsi perduti per separarsi così dai propri figli). Ora qualcuna di quelle persone in fuga che abbiamo visto in televisione arriverà fin qui da noi. E ci darà l'occasione di soccorrere le vittime di un regime che odia le donne, disprezza la cultura, calpesta i diritti umani più elementari. 'L'aria della città rende liberi' si diceva nel Medioevo. Adesso potremo dimostrarlo a chi, nel proprio Paese, la libertà l'ha perduta”.
“Anche noi a Trento siamo disponibili” ha fatto sapere poi la Comunità islamica di Trento che, citando l'Unione delle Comunità islamiche d'Italia, ha detto di unirsi “alla linea del nostro governo, dando disponibilità di supporto sul territorio nazionale per l'accoglienza di eventuali profughi siriani”. In particolare, l'Ucoii “mette a disposizione delle Prefetture le sedi dei propri centri e operatori per l'orientamento e la mediazione culturale dedicati a chi potrebbe trovare rifugio sul suolo italiano”.


















