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Profughi afgani, appello ai cittadini: ''Mettete a disposizione i vostri appartamenti''. Nel Bresciano si struttura l'accoglienza dopo la quarantena

Ad Edolo sono arrivati 104 profughi. La richiesta del Coordinamento Provinciale dei Progetti Sai (Sistema di Accoglienza e Integrazione del Ministero dell’Interno) si può leggere sul sito della Provincia di Brescia e chiede a tutti coloro che vogliono mettere a disposizione appartamenti per l'accoglienza di contattare l'ente (ecco come)

Di Luca Pianesi - 26 August 2021 - 16:15

EDOLO. Sono arrivati in 104 alla caserma Bertolotti di Edolo e ora arriva l'appello alle famiglie bresciane: ''Nella convinzione che la micro-accoglienza diffusa in piccole abitazioni e la Rete Sai siano la via da privilegiare, il Coordinamento Sai è attento verso la necessità di reperire appartamenti per l’accoglienza delle rifugiate e dei rifugiati afghani arrivati a Edolo in questi ultimi giorni e ha operato una prima ricognizione dei posti a disposizione nella rete Sai a livello provinciale''.

 

In buona sostanza oggi il Coordinamento Provinciale dei Progetti Sai (Sistema di Accoglienza e Integrazione del Ministero dell’Interno) della Provincia di Brescia, ente che dal 2016 rappresenta i Comuni e gli enti gestori dei progetti di accoglienza e integrazione del ministero, ha fatto un vero e proprio appello al buon cuore dei cittadini per dare una risposta a chi sta scappando dal dramma afgano e tra circa un paio di settimane, al termine della quarantena preventiva, dovrà trovare una qualche forma di sistemazione. 

 

''Tutte e tutti coloro cittadini/e, associazioni, cooperative, fondazioni, aziende, etc, che vogliono mettere a disposizione appartamenti per l’accoglienza dei rifugiati afghani - si legge sulla pagina ufficiale della Provincia di Brescia - preferibilmente ubicati in Comuni ove sono presenti le scuole elementari e medie, possono collaborare con il Coordinamento Provinciale dei Progetti Sai della Provincia di Brescia scrivendo a coord.sprarbresciani@gmail.com o telefonando al numero 342.1006595''. 

 

La questione è di primaria importanza per queste persone che stanno arrivando in Italia tra mille difficoltà e infinito dolore ed è qualcosa che si ripeterà sui vari territori in maniera similare. In Trentino, in particolare, buona parte del sistema di accoglienza è stato smantellato da due anni a questa parte ma è certo che questi profughi (a Riva del Garda ne sono arrivati 110) avranno bisogno di aiuti e assistenza ulteriori rispetto a quella dell'accoglienza: su tutti serviranno i corsi per imparare l'italiano, prima e imprescindibile forma di integrazione per chiunque arrivi dall'estero.

 

Al momento sul futuro di queste persone, però, regna l'incertezza. Se in Trentino, per esempio, la curia ha già dato una prima disponibilità ad accoglierli in strutture diocesane, nel Bresciano ci si sta muovendo per riprodurre una forma di accoglienza diffusa, sul territorio, la migliore per integrarli. 

 

''Il Coordinamento Sai - conclude il comunicato sul sito della Provincia - si rende disponibile ad agire, con la Provincia di Brescia (Amministrazione Provinciale) e l’ Associazione Comuni Bresciani (Acb), quale cabina di regia del piano di accoglienza e delle azioni che è necessario intraprendere da subito per reperire i posti mancanti e per gestire l’assegnazione dei singoli e dei nuclei familiari ai diversi progetti di accoglienza SAI della provincia, in stretta collaborazione con la Prefettura e il Servizio Centrale del Sai''.

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