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Da 30 anni subisce violenze e minacce dal marito che era stata obbligata a sposare. La Polizia di Trento salva una donna, l'uomo allontanato da casa

La donna era stata costretta a sposarsi quando aveva appena 15 anni. Dopo 30 anni di violenze la donna ha trovato il coraggio di denunciare il marito. Prima non lo aveva fatto perché temeva che l'uomo potesse prendersela con i loro due figli, come in passato aveva minacciato di fare

Di L.B. - 25 giugno 2021 - 13:47

TRENTO. Un matrimonio infernale, durato oltre 30 anni, costellato di soprusi, violenze, fisiche e verbali nonché minacce. E’ questa la terribile realtà che una donna cossovara ha dovuto sopportare fin dalla giovane età di 15 anni, quando la sua famiglia l’ha costretta a sposare un uomo che presto sarebbe diventato il suo incubo.

 

Questa terribile storia è giunta ai carabinieri di Trento dopo che la donna, esausta dopo una vita trascorsa nella paura, ha denunciato ai carabinieri ciò che stava accadendo dentro le mura di casa.

 

La donna ha raccontato alle forze dell’ordine che il 31 maggio di quest’anno, nel corso di una lite, era stata colpita più volte dal marito che le ha causato una serie di ematomi nella parte superiore del corpo

 

Durante l’incontro con le forze dell’ordine, la donna ha inoltre rivelato ciò che per anni aveva tenuto segreto. Il matrimonio è avvenuto nel 1981, quando la donna era solo una ragazzina e non sapeva che, una volta sposata, sarebbe iniziato l'incubo. L’uomo ha infatti iniziato a infliggere una serie di terribili maltrattamenti alla coniuge, all’epoca minorenne, facendola entrare in una spirale di violenza inaudita, fatta di continui litigi e insulti tesi a denigrarla fisicamente e psicologicamente.

 

Le violenze sono continuate anche quando i due si sono trasferiti in Italia e sono continuate per otto anni a partire dal 2013. A cavallo tra il 2013 ed il 2014, la donna ha raccontato agli investigatori di essere stata picchiata così forte dal coniuge al punto tale da non riuscire più a muoversi, riuscendo a fatica ad impegnare le scale per rientrare nel suo appartamento. 

 

Un altro episodio in cui la violenza del marito è stata di inusitata violenza è avvenuto nel 2019. L’uomo ha colpito in volto la moglie con sberle e pugni , percuotendola fino a provocarle numerosi lividi sulle braccia.

 

Nel 2016, all’esito della vista specialistica, gli è stato diagnosticato uno stato di forte ansia con sintomi di “astenia e dolore toracico oppressivo”. L’anno successivo, nel 2017, i sintomi si sono presentati nuovamente: “dolore toracico atipico e stato ansioso”. Per terminare nel 2019: “dolore toracico aspecifico”.

 

La donna ha raccontato di non aver mai voluto denunciare l’uomo per la paura delle ritorsioni per sé ed i figli. Ma di essersi determinata allorché le minacce dell’uomo sono diventate sempre più frequenti e si sono indirizzate anche contro i due figli della coppia.

 

I carabinieri di Trento sono quindi subito intervenuti per mettere un punto a questa storia dolorosa, allontanando l’uomo dalla casa e dalla vita della donna, con una ordinanza restrittiva che vieta al marito di avvicinarsi alla moglie a meno di 500 metri nonché di stare lontano dai luoghi abitualmente frequentati da quest’ultima, come il posto di lavoro.

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