Schiava in casa e costretta a mangiare gli avanzi di cibo, l'inferno vissuto da una 27enne a Trento. Condannati marito e suoceri
La giovane, secondo il racconto fornito, non poteva nemmeno andare in bagno liberamente durante la gravidanza. Non poteva uscire dall'abitazione ed è stata più volte riempita di botte

TRENTO. Segregata in casa, riempita di botte dal marito anche durante la gravidanza e costretta a mangiare degli avanzi di cibo.
E' un vero e proprio infermo quello a cui è stata costretta vivere una ragazza di 27 anni di origine pachistane residente a Trento dal 2018. La giovane, secondo le informazioni fornite, è stata costretta ad andarsene dal suo paese d'origine per ricongiungersi con il marito sposato due anni prima.
Quando è arrivata a Trento, dopo aver dovuto anche interrompere l'università, è stata costretta a sopportare ogni genere violenza sia dall'uomo che aveva sposato due anni prima sia dai genitori di lui.
La giovane, secondo il racconto fatto, non poteva uscire di casa, doveva vivere praticamente segregata e non poteva nemmeno andare in bagno liberamente. Ma non solo. Le veniva anche impedito di sedersi a tavola con la famiglia ma era costretta a mangiare gli avanzi in un'altra stanza.
E ancora aggressioni con il bastone, schiaffi e calci. Un continuo di violenze che ad un certo punto la giovane non è più riuscita a sopportare. All'ennesimo episodio, avvenuto del maggio dello scorso anno, la ragazza è riuscita a scappare con in braccio la bimba e ad essere soccorsa dai sanitari. Da quel momento, un po' alla volta, riesce a raccontare l'inferno in cui aveva vissuto. L'inizio della fine di questo incubo arrivato poi anche in tribunale a Trento.
Il marito è stato condannato a 8 anni di reclusione per maltrattamenti. I genitori dell'uomo, invece, sono stati condannati a 4 anni sempre per i maltrattamenti. Alla donna dovrà essere pagato anche un risarcimento di 50 mila euro. I legali dell'uomo e dei genitori hanno annunciato ricorso.














