Dalla Valsugana all'Alto Garda è allarme danni provocati dai cinghiali. La Coldiretti: ''Serve una legge che consenta la cattura e l'abbattimento''
La Coldiretti domani scenderà in piazza anche a Trento. La proposta di legge prevede la possibilità, anche su segnalazione delle organizzazioni agricole maggiormente rappresentative a livello nazionale, data ai proprietari o i conduttori, dopo l'accertamento di danni alle colture, all’allevamento, ai boschi e alle foreste o ai beni aziendali di cattura e abbattimento del cinghiale

TRENTO. “E' un problema che si sta espandendo e che sta creando sempre più problemi agli agricoltori ma anche agli automobilisti”. Gianluca Barbacovi, presidente di Coldiretti in Trentino, lancia l'allarme sulla presenza di cinghiali nel nostro territorio. Lo fa annunciando una mobilitazione che si terrà domani mattina, in contemporanea con altre città Italiane, che vedrà in piazza Dante, davanti al palazzo della Provincia, un flash mob per chiedere l'approvazione di una legge che consenta attività di cattura e abbattimento del cinghiale.
Per la Coldiretti vi è un crescente disagio che l’aumento incontrollato di questo tipo di fauna nel territorio nazionale sta causando nelle campagne, nei borghi e nei paesi, nelle città-medio piccole, fino a lambire in maniera sostanziale le aree periferiche delle grandi città.
Sul nostro territorio, i principali problemi si hanno nell'Alto Garda, in Vallagarina, in Valsugana e in Val di Ledro. “In queste zone – spiega Barbacovi – il problema è molto sentito e si sta purtroppo esponendo. Per questo bisogno intervenire con una legge che consenta il lavoro agli agricoltori. Se non si adottano in tempi brevi misure adeguate, ci ritroveremo in poco tempo con una crescita incontrollata dei capi e conseguenze gravi dal punto di vista economico e sociale. Lo scopo è proprio quello di sensibilizzare le istituzioni a tutti i livelli per trovare insieme le giuste soluzioni”.
Ad intervenire sulla questione ad intervenire è anche il direttore Enzo Bottos.“Coldiretti – spiega - non si limita a denunciare la problematica ma, dopo averne analizzato le dinamiche, propone una soluzione concreta attraverso una proposta di legge. Una delle principali novità è la possibilità, anche su segnalazione delle organizzazioni agricole maggiormente rappresentative a livello nazionale, data ai proprietari o i conduttori a qualsiasi titolo dei fondi in cui siano stati accertati danni alle colture, all’allevamento, ai boschi e alle foreste, ai beni aziendali o alle opere di sistemazione agraria a svolgere le attività di cattura e abbattimento della specie cinghiale. Le autorizzazioni rilasciate dovranno ovviamente essere trasmesse dalle Regioni e dalle Provincie autonome di Trento e Bolzano alle prefetture, nonché agli organi di Polizia locale o alla stazione dei Carabinieri Forestali, Ambientale ed Agroalimentare territorialmente competenti per lo svolgimento dei necessari controlli che possono essere delegati a guardie venatorie volontarie”.
Proprio domani una proposta di normativa verrà presentata al presidente della Provincia, Maurizio Fugatti.





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