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Trento
21 settembre | 17:20

Orsi, la protesta a Trento: “La gestione ritorni a livello nazionale. Incostituzionalità e diritto comunitario le carte che giocheremo per salvaguardare i plantigradi”

La manifestazione di StopCasteller per le strade del capoluogo “in difesa degli orsi perseguitati dalla Provincia autonoma”. Tanti i partecipanti alla manifestazione, durante la quale sono stati anticipati stralci di un dossier che ripercorre gli ultimi 10 anni di gestione degli orsi in Trentino

Orsi, la protesta a Trento: “La gestione ritorni a livello nazionale

TRENTO. “La legge provinciale 9/2018 deve essere abrogata perché la gestione ritorni a livello nazionale e smetta di essere influenzata dalle ambizioni personali di politici locali”. Sono queste le parole di Francesca Manzini, portavoce della campagna StopCasteller, dopo il corteo animalista organizzato a Trento nella giornata di oggi (21 settembre) dall'associazione in difesa degli orsi perseguitati dalla Provincia autonoma”. Diverse centinaia le persone che hanno sfilato per le vie del centro cittadino per la manifestazione, che ha raccolto le adesioni anche di diverse associazioni e attivisti da tutta Italia, tra cui Lac, Leal e Bears and Others.

“Durante gli interventi – dicono i responsabili di StopCasteller – sono stati anticipati stralci di un dossier, realizzato dagli attivisti in collaborazione con l'avvocato Paolo Letrari di Lndc Animal Protection, da cui emergono particolari inquietanti sulla condotta della giunta”. Il dossier, che ripercorre gli ultimi 10 anni di gestione degli orsi in Trentino, è stato pubblicato integralmente sul sito di Stop Casteller. “Con la legge provinciale 9/2018 – continua Manzini – e con le sue successive modifiche sono iniziativi i problemi per gli orsi in Trentino ed è questa legge che deve essere abrogata perché la gestioni ritorni a livello nazionale e smetta di essere influenzata dalle preoccupazioni elettorali della giunta di turno”.

 

“La fragile popolazione di orsi trentini – continua – rischia ancora l'estinzione, ma la sua sopravvivenza è un bene comune che non può essere determinato da ambizioni personali di politici locali. Paradossalmente, al di fuori dei confini provinciali, ad esempio in Veneto, la normativa vigente sul territorio nazionale non consente l'abbattimento degli orsi a fronte degli identici comportamenti che in Trentino vengono sanzionati con l'uccisione”. Molti come detto i partecipanti alla manifestazione e altrettanti i cartelli apparsi per le strade di Trento: “Gli orsi non sono vostri, la fauna non è vostra, la terra non è vostra, l'unica cosa che possedete è l'arroganza” o ancora “La violenza è l'ultimo rifugio degli incapaci” e “Apri ogni gabbia”.

 

“La condotta della giunta – sono invece le parole dell'avvocato Paolo Letrari di Lndc Animal Protection – mira a rendere più difficili i ricorsi delle associazioni. Dopo aver introdotto l'abbattimento come misura principale di gestione degli orsi cosiddetti 'problematici', l'ultima modifica alla legge 9/2018 è stata approvata in sordina lo scorso 4 agosto e prevede che si possa procedere all'uccisione 'anche senza attacchi di persone con contatto fisico', quindi anche in caso di semplice avvistamento di un orso. Si tratta di una 'legge provvedimento' che toglie ai giudici la valutazione discrezionale caso per caso obbligandoli, di fatto, ad attenersi al testo di legge. Sono tanti tasselli che privano le associazioni, e i cittadini, del diritto di difesa dei propri interessi. Incostituzionalità e diritto comunitario sono le carte che giocheremo per salvaguardare gli orsi”.

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