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Trento
08 dicembre | 19:41

Bearsandothers diffida Fugatti e scrive a Mattarella: "Basta misure medioevali contro gli orsi. Si smetta di agire con la clava"

"Il presidente Fugatti vuole proporre un inasprimento - spiega Bearsandothers - contro gli orsi del Trentino, collegando tale iniziativa al bilancio. Ci chiediamo cosa c'entri con un bilancio provinciale il tema di abbattere orsi (e lupi?), a meno che non si parli di mettere risorse per i bidoni anti orso, per i corridoi faunistici o per qualsiasi altra iniziativa seria e non medioevale"

Bearsandothers diffida Fugatti e scrive a Mattarella: Basta misure medioevali contro gli orsi

TRENTO. L'associazione animalista Bearsandothers scrive addirittura al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e, contemporaneamente, diffida il Presidente della Provincia Maurizio Fugatti e l'assessore competente Roberto Failoni ad inasprire "le condizioni repressive in tema di gestione dei grandi carnivori, in particolar modo nei confronti degli orsi" si legge nella nota ufficiale.

 

"Il presidente Fugatti vuole proporre un inasprimento - spiega Bearsandothers - contro gli orsi del Trentino, collegando tale iniziativa al bilancio. Ci chiediamo cosa c'entri con un bilancio provinciale il tema di abbattere orsi (e lupi?), a meno che non si parli di mettere risorse per i bidoni anti orso, per i corridoi faunistici o per qualsiasi altra iniziativa seria e non medioevale. Come associazione a tutela degli animali abbiamo inviato una lettera - diffida al presidente, all'assessore preposto e ad altre istituzioni, per segnalare che tali ulteriori passi verso l'abbattimento facile saranno impugnate nelle sedi preposte e daranno luogo ad inevitabili ulteriori esposizioni legali della provincia stessa. Inviamo copia di tale lettera a tutti i consiglieri di minoranza, nella speranza che qualcuno possa ragionare seriamente su un tema complesso, che invece viene trattato solo con la clava e con approccio distruttore, unicamente per ottenere consensi facili in quelle stesse valli che sono prese in giro con tali idee di sterminio degli orsi".

 

"Qualora non fosse sufficientemente chiaro a tutti - scrive nella lettera l'associazione trentina -, il Presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti ha deciso di affrontare la complessa e ambiziosa sfida della convivenza tra i cittadini e gli orsi che vivono sul territorio con una semplice formula "la gestione locale, che piaccia o non piaccia, significa abbattimento". Di conseguenza l'impianto normativo provinciale è stato emendato con qualsiasi sotterfugio per legittimare, in spregio alle leggi comunitarie e nazionali, tale approccio che trova il suo pieno compimento nella nuova versione della legge provinciale in cui si sancisce una presunta quota di otto uccisioni annuali. Noi vorremmo sottolineare in estrema sintesi alcuni punti salienti della normativa vigente e dell'inopportunità e della portata di una tale modifica legislativa che Fugatti si appresta a portare all'approvazione in Consiglio Provinciale che, a nostro parere, apre le porte ad uccisioni sempre più frequenti ed ingiustificate al fine di ridurne considerevolmente il numero ed arrivare a dichiarare estinta la specie. Nello specifico:

- l'orso bruno in Trentino è stato reintrodotto grazie agli aiuti finanziari della Comunità Europea tramite un progetto denominato Life Ursus, partito ufficialmente nel 1999

- la Direttiva habitat vieta, per orsi e lupi, qualsiasi forma di "cattura o uccisione deliberata", salvo specifiche deroghe

- la Provincia autonoma di Trento applica alla lettera il cosiddetto PACOBACE ma in forma "trentina", senza approfondimenti particolare e operazioni di dissuasione particolari, arrivando ormai, da prassi consolidata, ad emettere in serata decreti del Presidente con cui si ordina l'abbattimento di esemplari, che in tempi brevissimi trova attuazione immediata con il personale del Corpo Forestale

- l'orso bruno è un animale protetto da leggi europee e non è possibile assistere a questa politica sterminio indiscriminato della Pat (si pensi che, dal 2000 ad oggi, sono morti, per varie cause, 71 orsi)

- non si adottano misure di salvaguardia dell’incolumità pubblica (corridoi faunistici) che ogni stagione mettono a rischio viaggiatori ed animali sulle strade trentine
- manca informazione capillare e costante rivolta alla popolazione trentina atta a far conoscere la specie ursina e le norme comportamentali in caso di incontro
- chi agisce ora è solamente la politica trentina senza alcun coinvolgimento di figure esperte e preparate in materia. Si pensi solo all’istituzione del Tavolo Grandi Carnivori, organo costituito solo per un’immagine di facciata. In realtà è che il Governatore, tramite il suo braccio destro assessore alle foreste e fauna e turismo Roberto Failoni, opera indisturbato nascondendo le strategie repressive (vedi l’ultimo caso dell’uccisione di M91 a cui è seguita a pochi giorni di distanza l’uscita dal Tavolo del rappresentante del mondo ambientalista per mancanza d’informazione preventiva e in sfregio dei ruoli ed interessi coinvolti)".

 

E, nella conclusione, Bearsandothers avanza tre richieste precise, "sostituire i bidoni con adeguati bidoni anti orso, realizzare corridoi faunistici per permettere a tutti gli animali di attraversare strade e valli senza causare pericoli alla popolazione ( incidenti e scontri) e permettere la diffusione delle specie sull'arco alpino, riducendo così la densità limitata, investire in percorsi formativi nelle scuole e informativi per la cittadinanza, non mirati a seminare terrore come si sta facendo, bensì per far comprendere il valore della biodiversità del nostro Trentino".

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