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Dalle bronchiti agli episodi di gastroenterite, è record di bambini ammalati. I pediatri: ''Serve maggiore responsabilità dalle famiglie. Pensare a reintrodurre le bolle''

Sono moltissimi in queste settimane i bambini rimasti a casa dall'asilo con diverse patologie. Non solo virus sinciziale ma anche casi di otite, gastroenterite, febbre e vomito. Una situazione pesante che si associa alla contemporanea campagna vaccinale antinfluenzale

Di G.Fin - 03 dicembre 2021 - 05:01

TRENTO. Non solo Covid19. Febbre, raffreddore, bronchite, faringite, otite, congiuntivite, fino ad arrivare al virus sinciziale e alla gastroenterite. Sono settimane di super lavoro per i pediatri trentini che nel mezzo della campagna vaccinale antinfluenzale si trovava ad affrontare una miriade di altre patologie che stanno preoccupando migliaia di famiglie trentine. “I bambini stanno purtroppo più a casa malati che a scuola” ci dice Lorena Filippi, una pediatra molto esperta con diversi anni di esperienza sulle spalle e tesoriera dell'Ordine dei medici di Trento.

 

“Da ormai diverse settimane – ci spiega – siamo presi con l'epidemia di virus respiratorio sinciziale. All'inizio ci faceva poca paura perché è un virus noto ma non avevamo mai assistito a numeri cosi elevati e con sintomi importanti. Questo ci porta ad essere impegnati a livello professionale di continuo, sentendo anche telefonicamente i genitori due volte al giorno per cercare di calibrare le varie terapie in base all'andamento clinico del bambino”.

 

Una situazione pesante che si associa alla contemporanea campagna vaccinale antinfluenzale e ad altri virus stagionali, malanni che stanno facendo rimanere a casa ammalati tantissimi bambini anche e soprattutto negli asili nido.

 

“Ci sono vari tipi di tosse e otiti che stanno imperversando – ci spiega la dottoressa Filippi - Abbiamo veramente tantissime chiamate giornaliere di famiglie preoccupate per i loro bambini anche con diarrea che dura per diverso tempo oppure vomito che magari scompare per un giorno ma che ricompare il giorno seguente”.

 

Da non dimenticare poi la questione Covid19, l'ok arrivato dall'Aifa nelle scorse ore per la vaccinazione dei bambini nella fascia 5 – 11 anni e la somministrazione che potrebbe iniziare nella seconda metà di dicembre.

 

“Nell'incontro che abbiamo avuto con la Provincia e l'Azienda sanitaria – spiega a ilDolomiti.it la pediatra – avevamo chiesto di non attendere due o tre casi per chiudere la sezione ma anche con un solo caso di mettere in atto delle misure proprio per non peggiorare una situazione che è già pesante. Ci rendiamo conto che i bambini sono stufi di stare a casa e noi sappiamo benissimo la necessità dei più piccoli di frequentare una comunità anche per il loro sviluppo. Ma abbia chiesto una collaborazione per dare un attimo di respiro a tutti”.

 

L'appello che arriva dei pediatri è quello di una maggiore corresponsabilità tra scuola, famiglia e sanità. Tra le misure che sarebbe importante mantenere vi è quella della cosiddette “bolle”. “Erano state proposte con la pandemia e sicuramente aiutano a ridurre la circolazione di virus e batteri. Sarebbe importante mantenerle anche se negli ultimi mesi si è un po' allentata la presa”.

 

Dai pediatri vi è però un invito ai genitori di non mandare a scuola i bambini malati. “Le famiglie devono essere più responsabili” ci spiega Filippi. “Sempre più spesso arrivano notizie di mamma e papà che decidono di mandare a scuola i bambini con diverse patologie e in alcuni casi sono le stesse maestre di asilo che lasciano che questo avvenga. Queste cose non devono assolutamente succedere. Se vogliamo tenere sotto controllo le varie malattie stagionali dobbiamo agire tutti con senso di responsabilità”.

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