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| 05 dic 2021 | 05:01

Boom di bimbi malati, preoccupazione tra i genitori che chiedono nuove misure negli asili. L'assessora Bozzarelli: ''Ai primi sintomi teniamoli a casa per fermare i contagi''

Tra le richieste di alcuni genitori vi è la reintroduzione delle 'bolle' già usate in pandemia o un ridimensionamento del numero dei gruppi di bambini. Bozzarelli: "Difficile ridurre i numeri, ci sarebbero 155 bambini senza posto nelle strutture e le famiglie sarebbero in difficoltà''

Boom di bimbi malati, preoccupazione tra i genitori che chiedono nuove misure negli asili

TRENTO. Il coronavirus ha fatto un passo indietro grazie ai vaccini ma ora, però, le altre malattie virali competono per riprendersi lo spazio. Lo stiamo vedendo in queste settimane con centinaia di bambini costretti a rimanere a casa con diverse patologie. Febbre, tosse, gastroenterite, virus sinciziale, congiuntiviti e tanto altro. (Qui i consigli per i genitori)

 

Una situazione, spiegano gli esperti, nata dal fatto che i più piccoli hanno avuto una scarsa esposizione alle infezioni durante i mesi di lockdown e il loro sistema immunitario è rimasto più debole.

 

Questo li porta ad essere più vulnerabili ai virus che si diffondono rapidamente dove ci sono gruppi di bambini piccoli come negli asili.

 

Ed è proprio da alcuni nidi presenti a Trento che viene lanciato un allarme. Nelle ultime settimane, infatti, sono molti i bambini rimasti a casa e da parte di alcuni gruppi di genitori arriva la richiesta di reintrodurre delle misure per contenere le infezioni.

 

Tra queste vi è la cosiddetta “Bolla” e cioè il metodo per suddividere in piccoli gruppi i bambini per ridurre e arginare le possibilità di contagio.

 

“Questo sistema – ha spiegato a ilDolomiti l'assessora Elisabetta Bozzarelli – è ancora presente ma abbiamo deciso di aumentare il numero di bambini in una 'bolla' rispetto allo scorso anno arrivando oggi ad averne 36. E' stata una decisione presa a seguito di un confronto con l'Azienda sanitaria”.

 

L'allargamento delle bolle ha consentito ai vari comuni, soprattutto agli asili che si trovano nella città di Trento, di accogliere ben 155 bambini in più. “Se ritornassimo a diminuire i numeri dei gruppi – spiega l'assessora Bozzarelli – metteremo in difficoltà numerose famiglie”.

 

“Queste varie epidemie non Covid - continua l'assessora  - stanno accadendo, non solo in Trentino ma in tutta Italia, perché i bambini che oggi frequentano il nido sono quelli che nell'anno della pandemia sono vissuti in casa e non hanno avuto la possibilità di far maturare il sistema immunitario e anche il virus è quindi molto più tosto”.

 

Una situazione, viene spiegato dal Comune, che può essere affronta con l'aiuto di tutti. “Mi rendo conto delle difficoltà che possono avere le famiglie – spiega l'assessora -  ma se il bambino inizia a non stare bene si dovrebbe tenere immediatamente a casa. In questo modo non si rischia di aggravare la sua situazione e nemmeno di contagiare gli altri”. (QUI L'INVITO CHE ARRIVA DAI PEDIATRI)

 

Sempre il Comune di Trento sta proseguendo anche un dialogo con i pediatri per cercare di capire se sarà possibile chiedere all'Azienda Sanitaria di reintrodurre il decalogo dei sintomi delle varie malattie che anni fa veniva fornito agli asili nido. “E' un decalogo che era presente negli scorsi anni – spiega Bozzarelli – e sarebbe un importante aiuto per le educatrici per capire come comportarsi davanti ad alcuni sintomi". 

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