Contenuto sponsorizzato

Aumento casi Covid tra i bimbi e per rientrare al nido cambiano le regole. La pediatra Filippi: “Dalle famiglie troppe chiamate non necessarie”

Cambiano le direttive per le assenze dei bambini da scuola: sotto i tre giorni non sarà necessario il consulto medico. Aumentano i casi covid tra i bambini, che sono la fascia non ancora vaccinata. Filippi: “La vaccinazione è un atto d’amore nei confronti dei figli”

 

Di Francesca Cristoforetti - 24 dicembre 2021 - 05:01

TRENTO. “Vogliamo responsabilizzare le famiglie dei bambini, da cui ricevevamo una serie infinita di chiamate non necessarie. Per questo noi pediatri abbiamo chiesto di togliere questa ‘burocrazia’ eccessiva”. La dottoressa Lorena Filippi, pediatra con diversi anni di esperienza sulle spalle e tesoriera dell'Ordine dei medici di Trento, motiva così la scelta dell’introduzione delle nuove direttive riguardo le giustificazioni dei bambini e ragazzi assenti da scuola.

 

Per le assenze pari o inferiori a tre giorni non sarà più necessario il consulto medico, ma basterà sottoscrivere soltanto una dichiarazione con la firma dei genitori. Rispetto a prima, dunque, bambini e studenti potranno essere riammessi presentando il nuovo modulo dove, a differenza da quello in uso, non compare più il riferimento al fatto di dover sentire preventivamente il pediatra o il medico di base.

 

“È stata una scelta pensata per mettere d’accordo le esigenze di tutti – dichiara Filippi – della scuola, dei bambini malati e dei pediatri di famiglia che non possono essere sovraccaricati. Siamo stati contattati anche per delle problematiche che non necessitano di intervento medico e che sono gestibili anche dalla famiglia. Già abbiamo un ‘patto’ tra scuola e famiglie senza che intervenga il medico”.

 

Sembrerebbe quindi esserci una maggiore responsabilizzazione a carico dei genitori. “Ci siamo interrogati – sostiene – se non fosse rischioso in un momento così delicato come la pandemia, lasciare più responsabilità alle famiglie. La risposta è stata no, proprio perché mamme e papà si sono dimostrati all’altezza. Un pediatra viene chiamato a prescindere nel momento del bisogno. Scrivere su un documento di sentire il medico ha generato il fenomeno opposto, incentivando più chiamate su problemi gestibilissimi. Oppure nel caso contrario, a volte piuttosto che contattare il pediatra, i bambini venivano mandati a scuola anche con qualche sintomo”.

 

L’appello dei medici quindi è, nel dubbio, di tenere a casa i bambini. “Prima di andare a scuola, ogni giorno va misurata la temperatura – raccomanda – e quando presentano sintomi come febbre, tanto muco, tosse insistente, cefalea importante, dolori muscolari, i bambini non vanno mandati a scuola. Se i sintomi persistono o risultano gravi, in quel caso è necessario contattare il pediatra”.

 

Filippi inoltre conferma che sia stato riscontrato “un aumento dei casi Covid tra i bambini, che sono molto più sintomatici rispetto allo scorso anno. La differenza sostanziale è che adesso è il bambino che trasmette il virus. Sono tante le famiglie vaccinate, in cui solo il bambino presenta sintomi”.

 

La stagione invernale sta iniziando adesso, “ma il grosso della patologia si manifesterà tra gennaio e febbraio. Non sappiamo cosa ci aspetta e anche la variante Omicron ci lascia un punto di domanda”.

 

Se un anno e mezzo fa erano gli adulti il punto di partenza del focolaio, “adesso sono diventati i bambini, non solo perché è cambiato il virus, ma anche perché le loro vaccinazioni sono iniziate da poco”.

 

Per questo la dottoressa lancia un appello per le vaccinazioni dei più piccoli: “Per evitare le varianti del virus dobbiamo bloccare la sua circolazione. Per questo la vaccinazione anche nei bambini sopra i 5 anni è un atto d’amore nei confronti dei propri figli, siamo convinti che sia necessario”.

 

Non è da sottovalutare la situazione anche sotto il punto di vista del tracciamento: “Se fino a 3-4 settimane fa il sistema di tracciamento funzionava, ora ha subito un rallentamento con ritardi anche di 6 giorni”.

 

I pediatri sono quindi impegnati su più fronti, tra vaccinazioni, prevenzione, Covid e malanni di stagione. Se da una parte l’ondata di virus sinciziale di metà novembre sembra essere passata, come conferma la dottoressa, dall’altra con l’arrivo dell’inverno “abbiamo bronchiti, gastroenteriti, e altre patologie comuni in questo periodo”.

Contenuto sponsorizzato
Ultima edizione
Edizione del 6 agosto 2022
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Politica
08 agosto - 12:20
Nel tardo pomeriggio i vertici di +Europa hanno convocato una riunione per decidere la linea definitiva, Bonino: “Non è serio cambiare opinione [...]
Cronaca
08 agosto - 12:42
L'incidente è avvenuto all'altezza della località "Sas del Diaol" a Dro. Ripercussioni sulla viabilità con code e rallentamenti
Politica
08 agosto - 09:34
“Serve garantire alle persone senza dimora e senza residenza, italiane e straniere, che vivono sul territorio provinciale l’esercizio [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato