Donazioni di sangue e West Nile Virus, l'appello dell'Avis: ''Chi può ci aiuti, è un gesto importante''. Diverse regioni in sofferenza ma in Trentino è boom di giovani donatori
In Trentino non ci sono stati ancora casi di West Nile Virus ma l'attenzione rimane ancora molto alta e soprattutto prosegue l'impegno . L'Avis del Trentino per il momento riesce a garantire le scorte di sangue per il territorio e, oltre a questo, fornisce 7 mila sacche a due ospedali di Roma

TRENTO. La richiesta di sangue non si ferma mai e le donazioni sono quanto mai importanti soprattutto in questo periodo. “Donare è fondamentale e serve sempre” è l'appello che arriva da Avis Trentino.
Al momento la nostra Provincia riesce perfettamente a rispondere alle esigenze interne di sangue e, come già avvenuto in passato, riesce anche ad aiutare altri territori.
L'attenzione rimane comunque molto alta perché ad influire sulle donazioni, soprattutto in questo periodo, è spesso la scarsa propensione dei donatori che si trovano in vacanza ma anche l’aumento delle zone interessate dal West Nile Virus con conseguenti restrizioni sui prelievi a persone che vi hanno soggiornato.
E' notizia di questi giorni, infatti, che sono stati rilevati dei casi di West Nile Virus in provincia di Brescia e sono quindi scattate le misure di prevenzione con la sospensione temporanea per 28 giorni dei donatori di sangue e di emocomponenti che abbiano soggiornato anche solo per una notte nelle zone riportate in tabella. Le zone interessate sono per il momento Alessandria, Bergamo, Bologna, Brescia, Cremona, Ferrara, Gorizia, La Spezia, Lodi, Mantova, Modena, Parma, Pavia, Piacenza, Pordenone, Ravenbal, Reggio, Emilia, Rovigo, Treviso, Udine, Venezia, Vercelli e Verona.
Attualmente per quanto riguarda l'Avis Trentino sono oltre 20 mila gli iscritti e nel 2020, un anno molto difficile caratterizzato dalla pandemia, ci sono stati oltre 800 giovani che hanno deciso di donare. “E' stata una dimostrazione di responsabilità importante – spiega la presidente Elisa Viliotti – e sono ancora molti i giovani che si stanno impegnando per la nostra comunità e non solo”.
Grazie alle convenzioni pubblico – private, all'importante rete di associazioni presenti sul territorio il Trentino, a differenza di tante altre realtà italiane è riuscito ad avere una raccolta pari a quella del 2019 pur essendoci state maggiori difficoltà. Delle 25 mila sacche di sangue raccolte, circa 7 mila sono andate ad aiutare due ospedali del Lazio. “Siamo riusciti a mantenere gli standard di raccolta – ci dice Viliotti – ma l’impegno deve continuare’’.













