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| 15 ago 2021 | 19:32

Dubbi sui vaccini anti-Covid? ''Voglio aiutare la mia gente, è importante'', l'iniziativa del dottor Giorgio Devigili: in piazza per convincere chi ha perplessità

Ogni sabato il dottor Giorgio Devigili prende un tavolino, una sedia e con il pc si mette in piazza a Mezzolombardo per aiutare le persone che hanno dubbi sulla vaccinazione, fare le prenotazioni e convincere gli indecisi. "Solo attraverso una stretta alleanza tra medico e cittadino riusciremo a superare insieme la crisi sanitaria"

Dubbi sui vaccini anti-Covid?

TRENTO. “Pensavo fosse una questione tecnologica, poi mi sono accorto che c'era dell'altro sotto. C'era proprio una perplessità, un timore nel vaccinarsi. Così ho voluto aiutare la mia gente”. Giorgio Devigili, 61 anni, cardiologo e responsabile del centro sanitario di Mezzolombardo, da maggio ogni sabato mattina a partire dalle 8 alle 12 prende il suo gazebo, una sedia e una tavolino, un pc portatile e si mette in piazza a Mezzolombardo.

 

Qui incontra la gente, cerca di rispondere ai tanti dubbi di chi si deve ancora vaccinare cercando di fornire rassicurazioni e anche informazioni. 

 

L'iniziativa con il passare delle settimane ha raccolto l'interesse di tantissimi cittadini arrivando anche ad avere un eco nazionale. “Mi hanno chiamato da Firenze e da Matera anche” ci racconta. 

 

Dottor Devigili, come ha avuto questa idea di mettersi in piazza per rispondere alle domande delle persone e convincerle a vaccinarsi?

Ho iniziato a maggio quando un amico mi ha chiesto di dargli una mano per prenotarsi il vaccino. Non aveva il pc e nemmeno un telefono e subito l'ho aiutato. Poi però ho pensato che magari il problema era proprio l'aspetto tecnologico e che questo portasse molti a rinunciare alla campagna vaccinale. Mi ero anche accorto che i cittadini mi facevano domande sulle vaccinazioni e manifestavano alcune preoccupazioni. 

 

Da qui l'idea di mettersi in piazza con un gazebo. 
Si, un'idea molto semplice, quella di scendere in strada, munirmi di un gazebo, di un pc e un tavolino e andare incontro al cittadino cercando di dialogare con lui, capire i suoi dubbi e le sue perplessità. Avevo avuto l'impressione che qualcosa stesse venendo a mancare tra la relazione del medico con i suoi pazienti. La gente aveva bisogno di qualcuno che l'aiutasse. 

Quali sono le preoccupazioni che ha raccolto in queste mattinate al gazebo?
La maggior parte delle preoccupazioni sono legate alla tanta informazione che possiamo trovare, ci sono notizie non vere altre di difficile verifica. Ci sono poi problemi specifici sanitari. Magari qualche cittadino ha bisogno di sapere se può vaccinarsi se prende un farmaco o altri se lo possono fare se stanno facendo una terapia. Tutta una serie di perplessità e di timori. Pensavo di fare solo prenotazioni ed invece mi sono trovato con molta gente che aveva bisogno di informazioni. 

 

Ci sono molti indecisi?
Ci sono persone che è la decima volta che si iscrivono e che non vanno a vaccinarsi perché hanno paura. Sono soprattutto i giovani . C'è una ragazza che si è iscritta più di una volta ed è venuta da me a chiedermi l'ennesima rassicurazione. Ora abbiamo fatto un patto che appena fa il vaccino mi manda un messaggio. E' importante spiegare e far capire l'importanza del vaccino. Alla fine queste persone si vaccinano, non si ammalano e non contagiano. Non è una banalità. 

 

La sua iniziativa è davvero importante. 
La risonanza nazionale mi ha portato a ricevere diversi messaggi anche da fuori provincia. Penso che sia importante che la classe medica faccia un passo in avanti. E' un modo per riuscire in qualche maniera ad incoraggiare le persone indecise e timorose di vaccinarsi. Un'idea semplice ed efficace che se replicata ci permetterebbe di convincere tante persone. Solo attraverso una stretta alleanza tra medico e cittadino riusciremo a superare insieme la crisi sanitaria.

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