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| 01 nov 2021 | 18:47

Influenza, l'Apss lancia la campagna vaccini ma la Cisl denuncia: ''Ad ogni medico 80 dosi e deve vaccinare 300/400 pazienti. Rischiamo l'assalto alle nostre sedi''

Per Paoli la situazione è caotica: ''Ferro non ci risponde e domani parte la campagna. Dove sono le dosi annunciate? La realtà è ben diversa. Stiamo pensando di inviare i nostri concittadini agli hub pubblici. Cosi potremo dedicarci meglio alle visite in studio e a domicilio senza dover fare i burocrati o i “codisti” dei distretti''

Influenza, l'Apss lancia la campagna vaccini ma la Cisl denuncia: Ad ogni medico 80 dosi e deve vaccinare 300/400 pazienti

TRENTO. ''Cisl medici non ricevendo alcuna spiegazione ufficiale dal dottor Ferro ma piuttosto spiegazioni diverse a seconda dei vari distretti, sta valutando con i propri medici, prima di un assalto alle nostre sedi, di inviare i propri concittadini (250.000 abitanti su 450.000) agli hub pubblici. Cosi potremo dedicarci meglio alle visite in studio e a domicilio senza dover fare i burocrati o i “codisti” dei distretti''. Non le manda a dire il segretario della Cisl medici (il sindacato di maggior rappresentanza nella categoria) Nicola Paoli.

 

Il tema è quello dell'avvio della campagna vaccinale contro l'influenza atteso per domani. Pochi giorni fa è stata presentata alla stampa con il direttore generale dell'Apss che ha spiegato: “Quest’anno sarà ancora più importante vaccinarsi come abbiamo potuto già constatare con il vaccino anti-covid, che ci ha cambiato la vita. Vaccinarsi è fondamentale anche nell’ottica di avere meno pressione sugli ospedali, in modo da consentire al sistema sanitario di rispondere al meglio alle richieste di salute della popolazione trentina. È il momento giusto per farlo''. E sono state promesse 200.000 dosi.

 

Il problema, però, è che a quanto riferisce Paoli, ai medici di medicina generale ''è stato comunicato che le dosi da ritirare sono razionalizzate a 80 vaccini per medico che ha in media da vaccinare 400-600 pazienti. Non si ha modo di sapere da Apss quando i medici riceveranno la seconda, terza, quarta tranche, obbligando i pazienti ripetutamente a muoversi a vuoto per raggiungere gli ambulatori o a stressare con telefonate continue i nostri professionisti''. Insomma ''la realtà dei fatti è diversa'', spiega ancora Paoli riferendosi alla presentazione della campagna vaccinale di qualche giorno fa.

 

''Per ritirare questa minima quantità di dosi (gli 80 vaccini per medico ndr), che non basta nemmeno per un giorno di ambulatorio - aggiunge il segretario della Cisl medici -, specie per chi dei medici si era già organizzato con le liste di centinaia di pazienti anziani e con patologie croniche a partire da domani, la strada è lunga e tortuosa. La consegna avverrà in una fascia di una sola ora, ed a Trento addirittura prenotando. Le schede da compilare non sono previste né nel contratto provinciale né nel progetto specifico per i medici di base e creano una iperburocratizzazione odiosa che scoraggia i medici di famiglia in pandemia con un carico doppio rispetto all'ordinario''.

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