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| 02 nov 2021 | 12:12

Vaccini antinfluenzali, momenti di tensione alla consegna delle dosi ai medici di base. La denuncia del sindacato: ''Professionisti derisi e disorganizzazione dell'Apss''

Da parte della Cisl Medici del Trentino viene anche segnalata la discriminazione tra valli e città con medici a cui sono state consegnate 30 dosi, altri 160 dosi, ad altri 80. Discriminazioni che si ripercuotono anche sulle relative popolazioni

Vaccini antinfluenzali, momenti di tensione alla consegna delle dosi ai medici di base
di Redazione

TRENTO. Medici di base impegnati nel ritirare i vaccini antinfluenzali per i propri pazienti derisi, discriminazioni tra valli e città e disorganizzazione. E' questo quello che denuncia la Cisl Medici del Trentino con il segretario Nicola Paoli che in una nota ha riportato alcuni episodi avvenuti nelle prime ore di oggi in viale Verona alla consegna della quota vaccinale.

 

“Alla presenza di altri medici di medicina generale che attendevano dalle 7 la consegna avvenuta alle 8 – spiega Paoli - un medico di base si è presentato nella sede di viale Verona a ritirare la quota vaccinale di 600 vaccini richiesta a suo tempo ad Apss e per la quale aveva prenotato la consegna alle 7.45”. Vaccini, è stato spiegato, fondamentali per vaccinare i suoi pazienti anziani, fragili, non autosufficienti, con varie patologie croniche e tutto il personale a contatto con animali o con il pubblico .

 

“Come aveva preannunciato l'Apss per mail – ha spiegato Paoli - gli sono stati consegnate solo 70 dosi totali per anziani e 10 dosi per tutta la rimanente popolazione iscritta. La tensione è salita immediatamente a causa delle provocazioni del dirigente medico addetto alla consegna che ha deriso il medico di base, invitandolo a tornare ogni due giorni a prendere ulteriori dosi”.

 

Da parte della Cisl Medici del Trentino viene anche segnalata la discriminazione tra valli e città con medici a cui sono state consegnate 30 dosi, altri 160 dosi, ad altri 80. Discriminazioni che si ripercuotono anche sulle relative popolazioni. “Come si può fare una programmazione ordinata con i nostri pazienti in tali condizioni che vanno parimenti alla disorganizzazione già avvenuta l’anno scorso?” chiede il segretario Paoli.

 

“L'Apss - continua- non ha fatto memoria degli errori dello scorso anno ed ora siamo punto e a capo con il rifiuto di consegnarci gli stock nei nostri studi o nelle vicinanze, come in altre parti d’Italia avviene dai primi di ottobre, per non mettere in difficoltà i medici. Sembra che Apss non ritenga importante la vaccinazione affidata alla medicina generale a domicilio e nei nostri ambulatori. Ma è la Legge italiana e il nostro contratto di lavoro che ci impone tale compito che riteniamo fondamentale per mettere in sicurezza tutti i nostri pazienti”.

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