Obbligo di vaccino, caos per i medici di base: chi chiede l'esonero manda anche gli avvocati. Paoli: ''Lasciati soli dall'Apss, situazione gravissima''
Il segretario della Cisl medici spiega che il dg dell'Apss Antonio Ferro aveva assicurato l’emissione di una circolare per venerdì contenente tutte le informazioni utili fornite già per tempo ai medici dipendenti vaccinatori, ma a tale assicurazione nulla sarebbe seguito. Anzi. ''Ferro ha risposto che era occupato e ci avrebbe pensato da lunedì, a termine praticamente scaduto e quindi senza alcuna utilità per i medici di base. Stiamo verificando nelle assemblee di valle se ci sono gli estremi per chiedere la mobilitazione generale''

TRENTO. C'è anche chi ha mosso il proprio avvocato minacciando cause e mettendo alle strette il medico. Chi, comunque, ha protestato chiedendo maggiore attenzione e rapidità. Quel che è certo è che ''per l’ennesima volta i medici di famiglia sono lasciati soli ad affrontare i problemi sorti a seguito della pandemia senza il doveroso supporto dell’attuale Azienda sanitaria di Trento''. La denuncia arriva dal segretario della Cisl medici del Trentino Nicola Paoli e si riferisce al fatto che da quando è stato esteso l’obbligo vaccinale a nuove categorie di lavoratori, quali, ad esempio, il personale scolastico (dal 15 dicembre) sono state molte le richieste per ottenere la documentazione attestante ''l'esonero temporaneo o definitivo'' dalla vaccinazione ''adducendo diverse motivazioni, più o meno fondate''. Insomma il peso di quelli che, più o meno legittimamente vorrebbero un esonero all'obbligo di vaccinarsi ricadrebbe tutto sui medici di base.
''A questo punto i medici di famiglia si sono trovati in forti difficoltà - spiega Paoli - con mille dubbi. Spetta veramente a loro o solo ai medici di famiglia che sono anche vaccinatori? E in caso positivo, come risolvere alcune ipotesi delicate o complesse? Quali sono le corrette modalità di una adeguata scelta in scienza e coscienza da fare in pochi giorni, specie laddove fossero eventualmente necessari pareri medici specialistici specifici? Nel frattempo molti pazienti hanno rafforzato la loro richiesta con l’intervento di avvocati che hanno intimato ai nostri medici, senza neppure la presenza del cittadino nel nostro studio, di procedere (a sottoscrivere l'esonero ndr), preannunciando azioni giudiziarie in caso contrario''.
Paoli cita una circolare nazionale, secondo la quale per la presa in carico di quelli che sono definiti i ''casi dubbi'' dovevano essere individuati riferimenti tecnici specifici ed un gruppo tecnico regionale, qui provinciale, esperto in campo vaccinale. ''Tuttavia qui nulla di questo è stato comunicato ai medici di famiglia - completa il segretario della Cisl medici -. Una cosa intollerabile e che dimostra quanto poco l'Azienda sanitaria retta dal dottor Ferro ha a cuore la nostra categoria. La situazione è veramente grave. Da giorni i medici di base sono in cerca di risposte esaustive e corrette, senza speranza. L’ultima spiaggia è stato il webinar di Apss di giovedì 16 su altro argomento, però relativo ai soli medici di famiglia, in cui si è avanzato il suddetto problema urgentissimo''.
In quella sede, racconta il segretario Cisl medici, il direttore generale Antonio Ferro aveva assicurato l’emissione di una circolare per il giorno successivo, venerdì, contenente tutte le informazioni utili fornite già per tempo ai medici dipendenti vaccinatori, ma a tale assicurazione nulla sarebbe seguito. Anzi. ''A seguito di ulteriore tempestivo sollecito informale di Cisl medici, nella giornata di venerdì, mentre più avvocati spaventavano i nostri colleghi, il direttore Ferro ha risposto che era occupato e ci avrebbe pensato da lunedì, a termine praticamente scaduto e quindi senza alcuna utilità per i medici di base''.
Cisl medici in queste ore ha inviato anche un richiesta formale di chiarimenti ''urgentissima'' e sta decidendo se scendere in piazza per manifestare la propria rabbia. ''Stiamo verificando nelle assemblee di valle se ci sono gli estremi per chiedere la mobilitazione generale il prima possibile - conclude Paoli - e se dirimere la questione dinnanzi al Commissario del Governo per giungere ad uno sciopero generale della categoria. Categoria disprezzata e dimenticata dal proprio Direttore Generale aziendale''.


















