Il virus dell'influenza manda in cortocircuito anche i rapporti tra sindacati, Paoli: ''Campagna di vaccinazione in ritardo? No, era tutto deciso per evitare confusione''
Da un lato la Federazione italiana dei medici di medicina generale e il sindacato autonomo dei medici Snami, dall'altro la Cisl Medici. Ad oggi sono 47.700 le dosi di vaccino antinfluenzale fatte, i vaccini in magazzino sono circa 90 mila e sono già state opzionate altre 18 mila dosi

TRENTO. Il virus dell'influenza manda in cortocircuito anche i rapporti sindacati dei medici con una polemica iniziata in queste ore e che riguarda in poche parole l'avvio della promozione della campagna vaccinale in Trentino. Un avvio che per alcuni è stato fatto in ritardo ma per altri, invece, è avvenuto nel rispetto delle decisioni prese nei comitati.
La goccia che ha fatto scoppiare le polemiche è stata la dichiarazione avvenuta nelle scorse ore di Valerio Di Giannantonio segretario provinciale della Fimmg (Federazione italiana dei medici di medicina generale) e di Roberto Adami presidente provinciale del sindacato autonomo dei medici Snami. I due (Qui l'articolo), in una nota hanno dichiarato che “Le iniziative di promozione della campagna, come la conferenza stampa dell'Apss del 10 novembre, vanno anticipate ad inizio ottobre come da circolare ministeriale”.
Un messaggio indirizzato all'Azienda sanitaria che, secondo medici, avrebbe atteso troppo nella promozione della vaccinazione antinfluenzale ma che ha fatto sobbalzare sulla sedia la Cisl Medici di Nicola Paoli, il sindacato che rappresenta circa il 52% dei medici di medina generale sul territorio.
“La promozione della campagna sarebbe stata in ritardo per colpa dell'Apss? Non è così, era stato tutto deciso già a ottobre” ha spiegato il dottore Nicola Paoli a il Dolomiti.
“Nelle riunioni che abbiamo fatto nei comitati con l'Apss e la Provincia era stato deciso, ed è riportato nei verbali, che non sarebbe stata fatta troppa promozione esterna sulla campagna vaccinale prima di novembre – spiega il segretario della Cisl Medici - per consentire ai medici di base di ricevere nei propri ambulatori le dosi e per avere il tempo di avvisare i propri pazienti”. Successivamente, come effettivamente avvenuto, l'Apss è partita con la campagna di promozione capillare sul territorio.
Una decisione, chiarisce Paoli, che è stata presa in accordo con tutti e sulla scorta di quanto successo negli anni scorsi. “ Quando partivano in contemporanea – spiega - sia il dipartimento Igiene e Sanità pubblica con le vaccinazioni negli hub che i medici di base. Questo creava solo confusione perché c'erano pazienti prenotati nei nostri ambulatori che poi non si prenotavano e vaccini fermi che poi dovevano essere gettati. Così facendo, invece, si è dato una mano ai medici di base e si è evitata confusione. Nessun ritardo ma tutto era stato deciso”.
Quello che è importante, di certo, è l'invito ai trentini di vaccinarsi contro l'influenza. L'incidenza in Trentino è attorno al 3 per mille assistiti.
Ad oggi, secondo gli ultimi dati dell'Azienda sanitaria, sono 47.700 le vaccinazioni antinfluenzali fatte.
Nei magazzini dell'Apss sono presenti 90 mila dosi, un quantitativo pari a quello somministrato alla popolazione nel corso della campagna antinfluenzale dello scorso anno.
L'obiettivo è quello di raggiungere la copertura del 75% fissata nel piano nazionale vaccini.
Oltre alle dosi di vaccino già presenti nei magazzini di Apss, inoltre, sono già state opzionate altre 18 mila dosi aggiuntive che potranno essere messe a disposizione di medici, pediatri e centri vaccinali e che consentiranno di rispondere alle richieste dei cittadini.













