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Effetto Green pass: boom di tamponi antigenici (+78%) e fra i nuovi vaccinati l’86% appartiene a fasce in età lavorativa

Nell’ultima settimana sono aumentate le persone in età lavorativa che hanno scelto di vaccinarsi, per Gimbe è l’effetto Green pass, al contempo aumentano anche i tamponi antigenici effettuati: “Ogni persona non vaccinata può arrivare a sottoporsi sino a 3 tamponi a settimana”

Di Tiziano Grottolo - 22 ottobre 2021 - 12:02

TRENTO. Nella settimana appena trascorsa (13-19 ottobre) si è registrata in Italia una lieve diminuzione dei casi legati al Sars-Cov-2, che sono passati da 18.209 a 17.870, mentre i decessi si sono mantenuti stabili. Contemporaneamente sono calate sia le persone attualmente positive che quelle in isolamento, così come i ricoveri e le terapie intensive. Nel frattempo sul fronte vaccini, come riporta il report della Fondazione Gimbe, il 78,2% della popolazione italiana (46.320.599) ha ricevuto almeno una dose di vaccino (+424.517 rispetto alla settimana precedente) e il 74,3% ha completato il ciclo vaccinale.

 

Nel suo report Gimbe ha registrato anche gli effetti dell’introduzione del Green pass obbligatorio. Il numero dei tamponi antigenici rapidi, per esempio, è aumentato in una settimana del 78,5%. Complessivamente, negli ultimi 7 giorni sono stati effettuati 2.151.081 tamponi antigenici rapidi mentre nello stesso periodo sono sono state vaccinate 407.404 nuove persone (+4,7%).

 

“Nell’interpretare gli effetti del Green pass su tamponi e nuovi vaccinati – spiega Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe – bisogna tenere conto che ogni persona non vaccinata può arrivare a sottoporsi sino a 3 tamponi a settimana, mentre per aumentare la copertura vaccinale è sufficiente che il numero di nuovi vaccinati non tenda allo zero”.


Delle 407.404 nuove persone vaccinate nella settimana che va dal 13 al 19 ottobre l’86,4% appartiene a fasce anagrafiche che includono persone in età lavorativa: 78.387 nella fascia 20-29 anni, 90.960 nella fascia 30-39 anni, 85.745 nella fascia 40-49 anni, 68.812 nella fascia 50-59 anni e 27.934 nella fascia 60-69. Ciò significa che l’obbligatorietà del Green pass sta spingendo molte persone, seppur controvoglia, a vaccinarsi.


“Osservando scenari poco rassicuranti di altri Paesi – conclude Cartabellotta – e nell’attuale impossibilità sia di definire percentuali ‘magiche’ per conquistare l’immunità di popolazione sia di prevedere i tempi per raggiungere un preciso target vaccinale, con la stagione invernale alle porte e l’efficacia vaccinale che a 6 mesi dal completamento del ciclo inizia lentamente a declinare, la Fondazione Gimbe invita a perseguire una strategia multifattoriale per tutelare la salute delle persone e garantire l’irreversibilità delle riaperture”.

 

Nel dettaglio Gimbe sottolinea l’importanza di vaccinare il numero più elevato possibile di over 12 che non presentano specifiche controindicazioni, sia per la protezione individuale da malattia grave o decesso, in particolare per gli over 50, sia per ridurre al minimo la circolazione virale. Ma anche accelerare la somministrazione della terza dose, idealmente con meccanismi di chiamata attiva, con priorità massima per over 80, ospiti e personale delle Rsa e operatori sanitari, procedendo in parallelo con over 60 e over 18 con comorbidità. Infine Gimbe sostiene la necessità di introdurre l’obbligo della terza dose per gli operatori sanitari; estendere progressivamente la platea vaccinabile con dose booster alla fascia 50-59 e successivamente, se necessario, alle altre fasce anagrafiche e mantenere l’obbligo di utilizzo delle mascherine nei luoghi chiusi e aderire alle norme sul distanziamento sociale.

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