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Indirizzava i pagamenti dei clienti sul suo conto corrente. Denunciata segretaria di uno studio dentistico

La donna è riuscita a truffare tre pazienti, sia comunicando il proprio iban sia emettendo una fattura falsa. I clienti si sono accorti quando a casa loro si sono visti arrivare una lettere che ricordava di effettuare il pagamento allo studio dentistico

Pubblicato il - 07 ottobre 2021 - 15:20

EGNA. Una segretaria di uno studio dentistico è stata denunciata per i reati di truffa e sostituzione di persona. Le indagini sulla donna, una 50enne di Salorno, sono iniziate a maggio quando una cliente ha sporto denuncia. Questa, infatti, aveva fruito di cure odontoiatriche in uno studio in provincia di Trento.

 

Al termine dell'appuntamento aveva chiesto di poter pagare con un bonifico bancario e la segretaria dello studio si era riservata di trasmetterle l’Iban su cui effettuare la transazione. Poco dopo la donna ha ricevuto per messaggio il codice Iban su cui fare il bonifico. La donna ha quindi versato i 2mila euro corrispondenti alle prestazioni ricevute e qualche giorno ha anche ricevuto la relativa fattura.

 

A distanza di tempo, però, alla cliente sarebbe arrivata una lettera che ricordava la cifra che avrebbe dovuto pagare e la sollecitava a farlo. 

 

La donna sbigottita ha quindi chiamato il professionista riferendogli di aver già pagato aveva pagato. Controllando numero di fattura e Iban i due si sono accorti sia che l’Iban non era quello dello studio dentistico ma anche che la fattura era falsa, non corrispondente alle fatture emesse dal dentista. I due si sono quindi recati dai carabinieri a presentare una denuncia-querela.

 

Le forze dell'ordine dopo alcuni approfondimenti hanno scoperto che i pazienti truffati dalla segretaria erano stati addirittura tre. La segretaria è stata denunciata per il reato di sostituzione di persona perché, essendo un'intermediaria tra l’odontoiatra e i pazienti, con un abile gioco di scambio di numeri di telefono nella rubrica dello studio e sfruttando anche i periodi di chiusura per la pandemia, aveva di fatto impedito i contatti tra il dottore e i pazienti ponendosi come unico riferimento per entrambe le parti.

 

Dalle indagini è emerso un ammanco di alcune migliaia di euro tra il 2020 e il 2021.

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