La Provincia nega all'Oipa i contributi per servizi prestati durante il Covid. I volontari: "Insostenibile. Dobbiamo chiudere"
Dopo essersi occupati degli animali dei malati di Covid a spese proprie, prestando così un servizio utile ai cittadini, i volontari dell'Oipa devono sospendere il proprio impegno. La Provincia ha negato loro il contributo provinciale, rendendo insostenibile il proseguo di questo tipo di servizio

TRENTO. Durante la pandemia hanno prestato servizio occupandosi degli animali di chi aveva contratto il Covid, togliendo un pensiero a chi ne aveva già tanti per la testa. Purtroppo però il loro impegno si interrompe qui. I volontari dell’Oipa hanno annunciato ieri di dover sospendere il servizio, ormai diventato insostenibile, perché all’associazione è stato negato il contributo provinciale per i ristori dei servizi prestati per il Covid.
L’impegno dei volontari non va sottovalutato. Basta leggere quanto scrive l’associazione sui propri social per rendersi conto della mole di lavoro e costi che questi cittadini si sono assunti pur di aiutare gli altri: “Più di 50mila chilometri percorsi con le nostre vetture e il carburante a spese nostre. Oltre 350 famiglie trentine assistite. 3 uscite al giorno con ogni cane per un’ora di passeggiata a testa. Oltre 50 volontari che si sono assunti il rischio di contrarre il Covid assistendo gli animali di famiglie colpite. Mascherine, guanti e igienizzante a spese nostre”.
Nonostante tutto questo però non è stato concesso loro alcun contributo, nemmeno parziale, da parte della Provincia, che ha rifiutato la domanda. La motivazione? Non sono un’associazione trentina ma nazionale. “I volontari però sono trentini – scrive Oipa -, abbiamo assistito tutto il territorio del Trentino, tanto che la centrale Covid ha inserito il nostro numero per chiamare in caso di presenza animali; inoltre la Provincia ha pubblicato pure un video con i nostri riferimenti in caso di bisogno per assistere gli animali stessi”.
L’associazione prosegue: “Però non siamo idonei a ricevere i contributi di rimborso delle spese sostenute, che ci siamo accollati come volontari. Siamo Oipa Trento, ogni sezione è a sé e non prendiamo nulla da Oipa Italia; non siamo remunerati ma solo volontari, anzi ci mettiamo noi i finanziamenti per operare sul territorio. Il Covid per noi non è mai finito, perché abbiamo continuato fino ad oggi a dare questo servizio”.
“Per questo diniego grave che ci umilia, sospendiamo immediatamente il servizio di Emergenza Covid. Lo facciamo a malincuore, ma per noi è insostenibile andare avanti. Ci rimane l’amaro in bocca perché le istituzioni non ci hanno nemmeno ringraziato per il servizio svolto. Nulla da parte della Provincia e dai Comuni serviti, anzi prendiamo atto che molti contributi Covid sono stati utilizzati per usi impropri, come ad esempio l’acquisto dei carri per i contadini”, concludono i volontari amareggiati.













