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| 12 ago 2021 | 09:00

La Provincia nega all'Oipa i contributi per servizi prestati durante il Covid. I volontari: "Insostenibile. Dobbiamo chiudere"

Dopo essersi occupati degli animali dei malati di Covid a spese proprie, prestando così un servizio utile ai cittadini, i volontari dell'Oipa devono sospendere il proprio impegno. La Provincia ha negato loro il contributo provinciale, rendendo insostenibile il proseguo di questo tipo di servizio

La Provincia nega all'Oipa i contributi per servizi prestati durante il Covid
di M.Sartori

TRENTO. Durante la pandemia hanno prestato servizio occupandosi degli animali di chi aveva contratto il Covid, togliendo un pensiero a chi ne aveva già tanti per la testa. Purtroppo però il loro impegno si interrompe qui. I volontari dell’Oipa hanno annunciato ieri di dover sospendere il servizio, ormai diventato insostenibile, perché all’associazione è stato negato il contributo provinciale per i ristori dei servizi prestati per il Covid.

 

L’impegno dei volontari non va sottovalutato. Basta leggere quanto scrive l’associazione sui propri social per rendersi conto della mole di lavoro e costi che questi cittadini si sono assunti pur di aiutare gli altri: “Più di 50mila chilometri percorsi con le nostre vetture e il carburante a spese nostre. Oltre 350 famiglie trentine assistite. 3 uscite al giorno con ogni cane per un’ora di passeggiata a testa. Oltre 50 volontari che si sono assunti il rischio di contrarre il Covid assistendo gli animali di famiglie colpite. Mascherine, guanti e igienizzante a spese nostre”.

 

Nonostante tutto questo però non è stato concesso loro alcun contributo, nemmeno parziale, da parte della Provincia, che ha rifiutato la domanda. La motivazione? Non sono un’associazione trentina ma nazionale. “I volontari però sono trentini – scrive Oipa -, abbiamo assistito tutto il territorio del Trentino, tanto che la centrale Covid ha inserito il nostro numero per chiamare in caso di presenza animali; inoltre la Provincia ha pubblicato pure un video con i nostri riferimenti in caso di bisogno per assistere gli animali stessi”.

 

L’associazione prosegue: “Però non siamo idonei a ricevere i contributi di rimborso delle spese sostenute, che ci siamo accollati come volontari. Siamo Oipa Trento, ogni sezione è a sé e non prendiamo nulla da Oipa Italia; non siamo remunerati ma solo volontari, anzi ci mettiamo noi i finanziamenti per operare sul territorio. Il Covid per noi non è mai finito, perché abbiamo continuato fino ad oggi a dare questo servizio”.

 

Per questo diniego grave che ci umilia, sospendiamo immediatamente il servizio di Emergenza Covid. Lo facciamo a malincuore, ma per noi è insostenibile andare avanti. Ci rimane l’amaro in bocca perché le istituzioni non ci hanno nemmeno ringraziato per il servizio svolto. Nulla da parte della Provincia e dai Comuni serviti, anzi prendiamo atto che molti contributi Covid sono stati utilizzati per usi impropri, come ad esempio l’acquisto dei carri per i contadini”, concludono i volontari amareggiati.

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