L'ombra del caporalato nelle campagne trentine, l'allarme: ''La pandemia ha creato nuove povertà e favorisce più forme di sfruttamento''
Ad intervenire è anche Coldiretti con il presidente Gianluca Barbacovi: "Serve una rete territoriale che possa attuare interventi efficaci nel contrastare la presenza del caporalato e volti a tutelare i lavoratori stagionali in sinergia con le istituzioni locali"

TRENTO. “E' importante far emergere questi reati e allo stesso tempo condannare duramente i responsabili”. La Coldiretti del Trentino interviene sull'operazione portata a termine nelle scorse ore dai carabinieri di Rovereto e che ha visto la denuncia di quattro persone (QUI L'ARTICOLO) che, approfittando delle difficoltà linguistiche delle vittime, si erano appropriati di parte dei loro guadagni oltre a costringerli a vivere insieme in locali angusti, spesso insalubri e in condizione di sovraffollamento.
Non è la prima volta che situazioni del genere vengono portate a galla dalle forze dell'ordine. Già in passato l'ombra del caporalato era arrivata sul nostro territorio.
Quello delle scorse ore è l'ennesimo episodio di sfruttamento sul quale Fai Cgil e Fai Cisl hanno espresso “sconcerto e preoccupazione” rilanciando la necessità di un’azione di monitoraggio più attenta di quanto accade nelle nostre campagne.
“Il timore – spiegano i sindacati - è che la situazione di difficoltà in cui si trovano molte persone, rimaste molti mesi ai margini del mercato del lavoro anche a causa del mancato avvio della stagione turistica invernale e dei ritardi con cui partirà quella estiva, possa favorire forme di sfruttamento, o comunque di ricorso a lavoro irregolare”.
Per Coldiretti, il presidente Gianluca Barbacovi, ha spiegato che è importante promuovere una rete territoriale “che possa attuare interventi efficaci nel contrastare la presenza del caporalato e volti a tutelare i lavoratori stagionali in sinergia con le istituzioni locali e con il supporto delle forze di polizia e degli enti di controllo”.













