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| 25 dic 2022 | 11:30

Rischio sfruttamento braccianti agricoli, ''Reintrodurre i voucher accentuerà il fenomeno''. L'allarme di Flai, Cattani: ''Non si risolverà così la carenza di manodopera''

Per la segreataria di Flai Cgil: "I voucher non saranno lo strumento che risolverà il problema della difficoltà nel reperimento della manodopera, in quanto meno tutelato e retribuito sarà il lavoro, più saranno le persone che, potendo, faranno scelte lavorative diverse”

Rischio sfruttamento braccianti agricoli, Reintrodurre i voucher accentuerà il fenomeno''

TRENTO. Il ripristino dei voucher “Non servirà per risolvere il reperimento della manodopera”. E' questo l'affondo che è arrivato nelle scorse ore dalla Flai Cgil in merito al ripristino dei cosiddetti buoni lavoro in agricoltura. Le parole sono quelle di Elisa Cattani, appena rieletta alla Guida della Federazione Lavoratori Agro Industria della Cgil

 

Un affondo che viene legato al tema del rischio di sfruttamento del lavoro “I voucher – ha spiegato Cattani - saranno lo strumento che accentuerà ancora di più fenomeni di sfruttamento dei braccianti agricoli extracomunitari, di lavoro sempre più povero, di caporali e aziende che ne abuseranno per sfruttare i lavoratori. I voucher non saranno lo strumento che risolverà il problema della difficoltà nel reperimento della manodopera, in quanto meno tutelato e retribuito sarà il lavoro, più saranno le persone che, potendo, faranno scelte lavorative diverse”.

 

Nel corso del suo intervento la segretaria di Flai Cgil ha lanciato l'allarme in tema di  caporalato e di illegalità nel settore agricolo sottolineando, però, l'impegno sul territorio della categoria. Attenzione rivolta anche al cambiamento climatico e alla transizione ecologica. 

 

Da questo punto di vista Cattani ha auspicato sia accompagnata da “una crescita inclusiva”, sostenendo i lavoratori coinvolti nelle transizioni con politiche del lavoro, percorsi di qualificazione e riqualificazione professionale.

 

”Servono misure urgenti di prevenzione e adattamento a livello sovranazionale, nazionale e provinciale e servono investimenti seri ed adeguati affinché la transizione ecologica, assieme a quella digitale, siano giuste ed eque, non pagate dalle lavoratrici e dai lavoratori e non, ancora una volta, dai più deboli”.

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