“I dipendenti delle cooperative sono sempre più poveri”, l’allarme della Uil: “A rischio 3.000 lavoratori del comparto”
La Uil Fpl richiama l’attenzione sul terzo settore, per il quale non è stato riattivato il tavolo per la trattativa contrattuale Provinciale, sospeso nel 2020, Tomasi: “La Federazione delle Cooperative Trentini già allora poco incline al confronto oggi è sempre più latitante”

TRENTO. Aumenti in bolletta e inflazione erodono i risparmi dei trentini. Anche chi può contare su un lavoro rischia di essere messo in difficoltà. In questo senso fra i lavoratori più esposti ci sono quelli delle cooperative.
In questo senso la Uil Fpl richiama l’attenzione sul terzo settore, per il quale non è stato riattivato il tavolo per la trattativa contrattuale Provinciale, sospeso nel 2020, “con una Federazione delle Cooperative Trentini allora poco incline al confronto ed oggi sempre più latitante”, aggiunge la sindacalista Marcella Tomasi.
“Il costo della vita – prosegue Tomasi – sta mettendo a dura prova più di 3.000 lavoratori del sociale e in assenza dell’adeguamento retributivo Provinciale appare sempre più difficoltoso far fronte ad un’inflazione galoppante ponendo in seria crisi ogni lavoratrice e lavoratore del settore”.
Il problema è che senza adeguamenti contrattuali il divario fra operatori socio sanitari, che prestano il medesimo servizio nelle Rsa private, crea una migrazione verso le Apsp, dove ci sono migliori condizioni economiche anche se i contratti sono precari.
“Sul servizio domiciliare abbiamo operatrici che non si vedono riconosciute il tempo di spostamento da un servizio all’altro, con un aggravio della situazione economica dato il costo del carburante alle stelle. Poi troviamo figure come l’educatrice non laureata, garante di servizi alla prima infanzia, che in Trentino rispetto a tutto il resto del territorio nazionale, in assenza d’inquadramento corretto, sono penalizzate economicamente pur svolgendo medesima attività delle dipendenti comunali”.
Per questo secondo la Uil è urgente, anche in considerazione dell’avio del negoziato a livello nazionale, richiamare all’attenzione e responsabilità la parte politica e sollecitare la riattivazione del tavolo di trattativa con le parti sindacali e i soggetti rappresentativi le Cooperative Sociali Trentine. Se le richieste non dovessero essere accolte il sindacato minaccia azioni di lotta.


















