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L’ultima trovata No-vax, farsi contagiare pur di non fare il vaccino: “Cerco un untore Covid-19”, l’assurda richiesta che viaggia via social

Dall’utente che chiede di trovare “un untore Covid-19” per farsi contagiare e non dover fare il vaccino, alla mappa degli esercenti che non chiedono il Green pass all’ingresso, la sfida al Governo dei No-vax

Di Tiziano Grottolo - 07 August 2021 - 06:01

TRENTO. “Cercasi untore Covid-19 per privata infezione”, è questo il bizzarro (e alquanto sinistro) annuncio comparso su Facebook. Il motivo? Questa sarebbe l’ultima trovata di alcuni No-vax che con l’entrata in vigore delle nuove restrizioni legate al Green pass preferiscono correre il rischio di contrarre il Sars-Cov-2 piuttosto che vaccinarsi.

 

Nello stesso messaggio viene specificato anche di “contattare preferibilmente in prossimità di massima carica virale”. Sembra quasi uno scherzo ma a chi chiede spiegazioni viene ribadita la volontà di concludere “la transazione” e a chi si azzarda a far capire che è una follia la riposta è violenta con tanto di invito a farsi i fatti propri. Non è chiaro se si tratti di alcuni casi isolati o se il fenomeno sia più esteso ma a quanto pare a qualcuno è venuta questa malsana idea e tanto dovrebbe bastare per far suonare qualche campanello d’allarme.

 

Nell’estate del 2020 si diffuse la notizia dei cosiddetti Covid party, delle feste dove le persone si sarebbero date appuntamento con l’obiettivo di trasmettersi l’infezione. “Covid Party, ecco cosa sono le folli feste organizzate negli Usa”, così titolava il Corriere della Sera del 13 luglio, questo invece il titolo del Messaggero: “Coronavirus, spopolano i Covid-party per contagiarsi e diventare immuni: allarme per la nuova moda”. La notizia ebbe ampio risalto sulla stampa nazionale e internazionale ma non si è mai capito quanto fosse diffuso realmente il fenomeno.

 

Allo stesso tempo si sta diffondendo una mappa del movimento “Io apro” per boicottare il Green pass. Si tratterebbe di circa 300 ristoranti, più di 200 bar e una cinquantina di palestre (ma ci sono anche medici) che sono citati su una mappa dove sono raccolte le attività che non dovrebbero richiedere di esibire una certificazione all’ingresso. In Trentino, stando a quel che si vede sulla mappa, sarebbero una quindicina le attività che avrebbero aderito all’iniziativa.

 

 

Il punto però è un altro e riguarda la propensione di certe persone a credere che i rischi legati a un eventuale contagio siano di gran lunga inferiori a quelli di una vaccinazione. Solo a Trento nelle ultime settimane ci sono state almeno quattro manifestazioni che hanno portato in piazza diverse centinaia di persone per protestare contro l’introduzione del Green pass e l’obbligo vaccinale.

 

Stando a quanto riportato dal Ministero della Salute e dall’Agenzia Italiana del farmaco le segnalazioni di sospetta reazione avversa a un vaccino sono state soltanto 84.322 su un totale di 65.926.591 dosi somministrate. Ciò significa che le reazioni avverse sono state 128 ogni 100mila dosi. Di queste l’87,1% è riferito a reazioni lievi, pertanto quelle gravi scendono a 16 segnalazioni ogni 100mila dosi. Nella maggior parte dei casi le reazioni gravi hanno riguardato la comparsa di sindrome simil-influenzale con sintomatologia intensa.

 

Non solo, perché stando ai dati raccolti fino al mese di luglio l’efficacia complessiva della vaccinazione è superiore al 70% nel prevenire l’infezione in vaccinati con ciclo incompleto e superiore all’88% per i vaccinati con ciclo completo. Invece l’efficacia nel prevenire l’ospedalizzazione, sale all’80,8% con ciclo incompleto e al 94,6% con ciclo completo, mentre l’efficienza nel prevenire i ricoveri in terapia intensiva è pari all’88,1% con ciclo incompleto e a 97,3% con ciclo completo. Infine, l’efficacia nel prevenire il decesso è pari al 79% con ciclo incompleto e al 95,8% con ciclo completo. Va ricordato inoltre che i vaccini hanno sconfitto malattie terribili, come il vaiolo e il tetano neonatale, e ne hanno reso rare molte altre, come la difterite e la polio.

 

Eppure in Italia la campagna vaccinale sta rallentando, probabilmente influenzata anche da un falso senso di sicurezza. Non va meglio in Trentino visto che la Provincia autonoma è costantemente nelle ultime posizioni per quanto riguarda la popolazione protetta. Se le autorità sanitarie avevano promesso che per la fine dell’estate sarebbe stata raggiunta l’immunità di gregge ora questo obiettivo sembra irraggiungibile ma tutto ciò espone il Paese al rischio di un terzo lockdown.

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