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Covid, “Mi sono infilata il muco infetto di Veronica nel naso per il Green pass”. L’audio circola tra i gruppi No-vax della val di Fiemme, il sindaco: “Indagine aperta”

Una donna, della val di Fiemme, racconta in un audio dello stratagemma messo in pratica per ottenere il Green pass: “Mi sono messa nel naso il muco di un’amica positiva”. La condanna del sindaco di Cavalese: “Sono in corso delle indagini, uno schiaffo alla comunità”

Di Tiziano Grottolo - 25 January 2022 - 05:01

CAVALESE. Nell’ultima settimana sono stati 15.189 i trentini risultati positivi al Sars-Cov-2. Una media di oltre 2.100 contagi al giorno. Numeri che preoccupano le autorità sanitarie e che mantengono il Trentino a ridosso della zona arancione. Più aumentano i contagi, più crescono le possibilità che le persone finiscano in ospedale per via delle complicazioni dell’infezione.

 

Nonostante gli appelli e le varie restrizioni legate al Green pass c’è ancora una certa percentuale di persone che sceglie di non vaccinarsi contro il Covid. Pur di non ricevere una dose c’è persino chi sceglie consapevolmente di infettarsi o chi mette in pericolo la propria salute (e quella di chi gli sta vicino).

 

In questi giorni è diventato virale un audio dove una donna racconta di come avrebbe ottenuto un tampone positivo grazie alla complicità di un’amica risultata contagiata dal Covid. Da quanto emerso finora la persona in questione sarebbe residente in Trentino, nella zona della Val di Fiemme. Sempre stando a quanto raccontato nell’audio tutto sarebbe partito dall’amica che avrebbe contratto il Covid volontariamente dalla madre, a sua volta risultata positiva.

 

“A dire la verità – afferma la donna nell’audio diventato virale – non so neanche se l’ho preso perché ho fatto un po’ un giochetto che non andrebbe fatto. È da ieri che ho mal di gola ma non capisco se mi sono venute le placche o cosa. Comunque ho solo un po’ di mal di gola a deglutire. Stamattina sono andata dalla Veronica che praticamente c’era sua madre positiva e allora ieri hanno provato, sia la Veronica che alcune amiche di sua madre si sono infilate un cotton fioc con su un po’ di muco nel naso, sono andate a farsi fare il tampone a Piera (località fra Tesero e Cavalese dove si fanno i test ndr) e sono risultate positive. Quindi bene. Allora adesso loro lo hanno (il Covid ndr) ma secondo me è solo perché hanno fatto questa cosa”.

 

Visto che il metodo sembrerebbe aver funzionato anche la donna decide di provare lo stesso escamotage, l’audio infatti prosegue: “Allora questa mattina sono andata da lei (a casa di Veronica ndr) e ho provato a fare un tampone di quelli rapidi ed era negativo. Allora si è soffiata il naso in un pezzo di cellophane ho preso un cotton fioc sono andata da Piera mi sono messa nel naso un po’ del suo muco, sono andata dentro respirando con la bocca, ho fatto il tampone. Tempo un minuto e mi sono soffiata il naso. In un attimo mi è arrivata la chiamata che sono positiva. Bene però io non ho niente, mi sono soffiata il naso e in su (col naso ndr) non ho respirato quindi non penso di averlo preso. Poi se anche mi viene un po’ di raffreddore non mi importa. Mi basta che arrivi questa merda di Green pass così posso fare quello che voglio. A parte un po’ di mal di gola io non ho nulla”.

 

Ovviamente questa pratica, oltre che illegale, è anche pericolosa e rischia di mettere in pericolo la salute della stessa persona coinvolta, oltre che quella di eventuali contatti che potrebbero essere a loro volta contagiati.

 

Osservando gli ultimi dati disponibili, le valli di Fiemme e Fassa risultano fra i territori dove si riscontrano i numeri più alti per quanto riguarda le persone non vaccinate. Una cosa di cui gli abitanti sono consapevoli così com’è risaputo che ci sono dei soggetti che, pur di non vaccinarsi, tentano diversi stratagemmi per ottenere un Green pass. Fra quelli più in voga anche i cosiddetti “Covid party” dove più persone si recano a casa di un positivo per cercare di farsi contagiare.

 

Sono a conoscenza dell’audio che sta circolando in questi giorni”, conferma il sindaco di Cavalese Sergio Finato. “La cosa ci è stata segnalata, le autorità competenti sono state prontamente informate e sono in corso delle indagini”. Dal canto suo il primo cittadino condanna la gravità del gesto: “In un momento come quello che stiamo vivendo simili gesti rappresentano uno schiaffo in primis ai sanitari, impegnati in prima linea per fronteggiare la pandemia, e alle forze dell’ordine, chiamate a effettuare i controlli, ma anche alla stessa comunità”. Non va dimenticato che nelle scorse settimane, proprio per far fronte all’aumento dei contagi, la Provincia si è vista costretta a chiudere il punto nascite di Cavalese, nel tentativo di sopperire alla carenza di medici e infermieri. “C’è chi sceglie liberamente di non vaccinarsi ma pratiche come quelle raccontate nell’audio infrangono le regole e il buon senso – conclude Finato – inoltre si va a ledere il vivere comune oltre a mancare di rispetto a chi sta facendo un lavoro straordinario per contrastare la pandemia e per questo va solo ringraziato”.

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