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Truffa dei tamponi falsi, dall'ex candidato sindaco della Lega all'ambulatorio di Trento: ''L'Apss si è posta come parte civile, persone che giocano con la vita degli altri''

Il dirigente del Dipartimento salute e politiche sociale, Giancarlo Ruscitti: "Sono comportamenti che naturalmente stigmatizziamo, l'Azienda provinciale per i servizi sanitari ha denunciato e si è posta come parte lesa nei confronti di quelli accusati in questo momento del reato"

Di Luca Andreazza - 28 gennaio 2022 - 17:52

TRENTO. "Sono comportamenti che naturalmente stigmatizziamo, l'Azienda provinciale per i servizi sanitari ha denunciato e si è posta come parte lesa nei confronti di quelli accusati in questo momento del reato". A dirlo Giancarlo Ruscittidirigente del Dipartimento Salute e Politiche sociali della Pat, sul caso emerso a Pergine dei tamponi falsi per avere la certificazione verde. "Sono persone che giocano con la vita degli altri e della collettività".

 

La vicenda è emersa negli scorsi giorni tra Pergine e Trento. Secondo l'accusa era stato messo in piedi un sistema in grado di taroccare l'esito dei tamponi per rilevare Covid e di conseguenza far ottenere il Green pass: cinque le persone al centro dell'inchiesta di carabinieri e guardia di finanza (Qui articolo). Agli indagati sono stati sequestrati computer, cellulari e circa 120 mila euro in contanti, ora dovranno rispondere di associazione a delinquere finalizzata a commettere reati di falso, corruzione e accesso abusivo informatico. Inoltre sono stati fermati due ambulatori (Qui articolo).

 

Tra gli indagati anche l'ex candidato sindaco della Lega Nord nel comune di Civezzano nel 2015, poi G.M. ha corso (sempre in quota Lega) per un posto in Consiglio comunale in una lista civica alle amministrative del 2020. Si tratta di una figura di spicco, molto vicino in passato a Devid Moranduzzo, candidato provinciale del carroccio, che viene indicato tra i principali sostenitori del partito di Matteo Salvini nella zona. L’infermiere, libero professionista, nel 2010 aveva già avuto dei guai con la giustizia per via di una truffa ai danni di alcune case di riposo della Bassa Valsugana.

 

Nonostante la mole di lavoro con l'aumento dei test in questa fase di recrudescenza dell'epidemia, ci sono stati i controlli e il dirigente provinciale ha spiegato che si agisce principalmente su due livelli. "Le persone - dice Ruscitti - devono avere un certo tipo di qualifica e rientrano all'interno di un certo tipo di registro che consente di avere accesso alla piattaforma aziendale per comunicare il risultato dei tamponi".

 

Le autorità sanitarie lavorano poi in sinergia con le forze dell'ordine. "Abbiamo un rapporto molto stretto con i Nas della provincia di Trento - conclude Ruscitti - quindi quando abbiamo dei sospetti derivanti da un'attività superiore al normale oppure anomalie dal punto di vista numerico, ci mettiamo in contatto per effettuare i controlli del caso. Poi svolgiamo anche verifiche a campione sulla quantità di analisi e questo ci permette di avere una panoramica indiretta su eventuali fenomeni. Sono comportamenti stigmatizzati dagli Ordini professionali, sono comportamenti che noi stigmatizziamo fortemente. L'Apss li ha denunciati e si è posta come parte lesa nei confronti di queste persone che sono per ora accusate del reato".

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