Contenuto sponsorizzato
| 07 giu 2022 | 10:09

Truffa dei tamponi: 92 le persone coinvolte, in due mesi “effettuati” 33mila test. Chiuse le indagini preliminari in Trentino

Le autorità hanno concluso la fase delle indagini preliminari, che ha visto i militari dell'arma investigare sul caso del 'tamponificio' trentino che vendeva i certificati con esito a richiesta

Truffa dei tamponi: 92 le persone coinvolte, in due mesi “effettuati” 33mila test

TRENTO. Associazione per delinquere, corruzione, falsità ideologica e accesso abusivo a sistema informatico: sono questi i reati per i quali, a diverso titolo, sono chiamate a rispondere le 92 persone coinvolte nel caso del “tamponificio” trentino, che vendeva i certificati con esito a richiesta (Qui Articolo). Le forze dell'ordine hanno annunciato la chiusura delle indagini preliminari, avviate nei primi giorni dell'anno a seguito di alcune segnalazioni giunte agli inquirenti circa le anomale modalità con cui venivano praticati i test da parte di un infermiere che agiva in regime di libera professione (Qui Articolo) in due ambulatori allestiti nel palazzetto dello sport di Pergine Valsugana e in uno stabile di Trento Nord.

 

In particolare, spiegano i carabinieri, gli esiti dei test giungevano al cellulare dei pazienti prima ancora che fosse trascorso il tempo minimo di immersione del campione nel reagente. Dagli accertamenti portati avanti dai militari è emerso che, negli ambulatori in questione, nell'arco di due mesi sarebbero stati effettuati ben 33mila tamponi (una media di circa 600 test al giorno), un dato “assolutamente abnorme”, dicono i militari, e peraltro non riscontrato nel corso dei servizi di osservazione effettuati in prossimità dei siti.

 

Come emerso in seguito, il professionista in questione, avvalendosi della collaborazione di altri 4 co-indagati, aveva allestito un vero e proprio 'tamponificio' al quale in molti sarebbero ricorsi per ottenere referti di favore. Nello specifico, chi avesse avuto bisogno di una certificazione verde valevole per 48 ore, richiedeva un esito negativo e chi invece, volendo evitare la vaccinazione senza rinunciare alle libertà consentite dal Green pass rafforzato, richiedeva un'attestazione di positività, per poter quindi ottenere il certificato dopo il periodo di isolamento. Nel corso delle investigazioni sono stati chiusi 2 centri dove venivano effettuati i tamponi, sequestrati 120mila euro provento dell'attività illecita e sottoposti a sequestro 100 green pass falsi.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 04 novembre | 17:47
La segnalazione arriva sui social ed è relativa al lago di Tovel: i rifiuti sono stati lasciati sul retro dell'edificio che ospita i bagni [...]
Politica
| 04 novembre | 18:42
"L'abbiamo detto più volte al primo cittadino che, pur essendo all'opposizione e con idee che sono politicamente agli antipodi dell'attuale [...]
Montagna
| 04 novembre | 17:14
Si tratta, spiega il meteorologo Andrea Vuolo, delle prime copiose nevicate di stagione sulle Alpi Occidentali: in Piemonte si registrano già [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato