Contenuto sponsorizzato

Green pass venduti ai No-vax, indagato ex candidato sindaco della Lega e infermiere di Civezzano

L’infermiere, sotto indagine perché avrebbe ideato un sistema in grado di taroccare l’esito dei tamponi per rilevare il Covid, nel 2015 e nel 2020 era stato candidato sindaco della Lega nel comune di Civezzano

Di T.G. - 25 January 2022 - 18:25

CIVEZZANO. Secondo l’accusa avevano messo in piedi un sistema in grado di taroccare l’esito dei tamponi per rilevare il Sars-Cov-2 e di conseguenza far ottenere dei Green pass a chi in realtà non ne avrebbe avuto il diritto. Stando alla ricostruzione degli inquirenti i soggetti coinvolti, oltre alle gravi irregolarità nelle modalità operative, sarebbero riusciti a far conseguire, in base alle richieste degli utenti, una certificazione di positività o negatività.

 

In tutto sono cinque le persone finite nell’inchiesta portata avanti dai carabinieri e dalla guardia di finanza. Fra questi ci sarebbe anche G. M., ex candidato sindaco della Lega Nord nel comune di Civezzano nel 2015 e ricandidatosi (sempre in quota Lega) in una lista civica nelle Comunali del 2020. Si tratta di una figura di spicco che viene indicato fra i principali sostenitori del partito di Matteo Salvini nella zona della Valsugana. L’infermiere, libero professionista, nel 2010 aveva già avuto dei guai con la giustizia per via di una truffa ai danni di alcune case di riposo della Bassa Valsugana.

 

I militari sono stati insospettiti dall’altissimo numero di persone che quotidianamente affollavano il centro che effettuava tamponi antigenici a Pergine, nella zona del centro sportivo e a Trento nord in via Senesi.

 

La tesi dell’accusa è che “l’operatore sanitario, seppur provvisto della necessaria autorizzazione e del previsto accreditamento per le strutture sanitarie, operava compiendo gravi irregolarità nelle procedure per l’effettuazione, lo sviluppo e il trattamento dei tamponi e nel conseguente inserimento degli esiti dei medesimi nella banca dati nazionale, da cui si determinava il rilascio delle certificazioni verdi, tali da compromettere totalmente l’attendibilità dell’esito del test”. I tamponi effettuati in questi mesi sono stati migliaia, per un notevole giro di affari. Ciò che attirava la clientela, spiegano gli inquirenti, era, anche, il costo competitivo: 10 euro invece di 15 euro, prezzo che normalmente viene praticato sul mercato.

 

Agli indagati sono stati sequestrati computer, telefonini e circa 120 mila euro in contanti, ora dovranno rispondere di associazione a delinquere finalizzata a commettere reati di falso, corruzione e accesso abusivo informatico. Inoltre sono finiti sotto sequestro due ambulatori, conosciuti nella città di Trento, uno dei quali viene definito "una vera e propria fabbrica” di tamponi verosimilmente falsi o comunque non attendibili.

 

A fronte di queste gravi condotte, l’indagato è stato segnalato per la revoca dell’accredito, onde evitare la prosecuzione della commissione dei reati, all’Apss la quale ha fornito totale collaborazione, provvedendo al blocco degli account nella disponibilità dell’indagato per inserire i risultati dei tamponi sulle piattaforme sanitarie.

Contenuto sponsorizzato
Ultima edizione
Edizione del 13 maggio 2022
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
16 maggio - 15:37
La polizia locale del capoluogo ha elaborato un piano straordinario della viabilità. Ecco i principali provvedimenti in previsione del concerto di [...]
Cronaca
16 maggio - 16:11
Le previsioni per i prossimi giorni fanno segnare tempo soleggiato praticamente tutti i giorni con qualche piovasco notturno. Tra mercoledì e [...]
Cronaca
16 maggio - 11:01
Diverse le irregolarità in un cantiere che era stato allestito per la riqualificazione di un albergo: tra queste la mancanza di idonei locali [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato