False vaccinazioni per far ottenere ai no vax il green pass in cambio di soldi e vini, nei guai un medico. Centinaia di pazienti in Veneto e fuori regione, indagini in corso
A fare scattare gli accertamenti la segnalazione della dirigenza dell’Usl 8 Berica che aveva denunciato l’elevato numero (anomalo) di vaccinazioni eseguite dal medico

VICENZA. Si faceva pagare 100 euro per false vaccinazioni ma accettava anche regali come bottiglie di vino pregiate. Il tutto per fare ottenere la certificazione verde a no vax che arrivavano da numerose zone del Veneto e anche da fuori regione.
Sono queste le accuse che la procura di Vicenza, che ha coordinato le indagini, muove nei confronti di un medico di base residente a Creazzo e con studio a Vicenza, che nei giorni scorsi è finito agli arresti domiciliari su ordinanza chiesta ed emessa dal gip. Misura, questa, scattata anche nei confronti del compagno di lei che si occupava della gestione del database dei pazienti falsamente vaccinati e un altro medico.
Le indagini sono ancora in corso per l'individuazione completa dei clienti ma, secondo le informazioni raccolta, sono decine i pazienti, anche professionisti della sanità, arrivati pure da fuori regione, per ottenere il green pass senza farsi inoculare la dose.
L’indagine, passata attraverso le intercettazioni telefoniche, ambientali e della corrispondenza mail, è infatti ancora in corso. A fare scattare gli accertamenti la segnalazione della dirigenza dell’Usl 8 Berica che aveva denunciato l’elevato numero (anomalo) di vaccinazioni eseguite dal medico.









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