Falsi tamponi per il Green pass: i sanitari coinvolti rischiano il licenziamento e varie denunce fra cui quella di epidemia dolosa
I carabinieri del Nas e la Procura vogliono vederci chiaro per capire se si tratti di casi isolati o se dietro questo stratagemma si nasconda una vera e propria rete organizzata per aiutare i No-vax

BOLZANO. False positività ottenute grazie a tamponi taroccati in modo da ottenere un Green pass valido, è questo lo stratagemma usato da alcune persone restie a vaccinarsi per poter ottenere ugualmente la certificazione verde. Dopo la notizia di ieri, 19 gennaio, ora i carabinieri del Nas e la Procura vogliono vederci chiaro per capire se si tratti di casi isolati o se dietro questo stratagemma si nasconda una vera e propria rete organizzata per aiutare i No-vax.
Proprio per questo, dopo la sospensione di 31 dei circa 3.000 operatori autorizzati per l’inserimento degli esiti dei tamponi, le indagini si stanno concentrando su alcune farmacie. Inoltre saranno chiamati a rispondere sia alcuni sanitari dipendenti dell’Azienda sanitaria dell’Alto Adige che altri operatori impiegati nelle farmacie altoatesine.
Secondo quanto ricostruito, a insospettire l’Azienda sanitaria, sono state alcune procedure “poco ortodosse” utilizzate da certi operatori che inserivano tutti i dati alla fine del turno di lavoro, ma ci sarebbero stati anche accessi non autorizzati e persino chi ha inserito i dati del proprio tampone. Nei confronti di queste persone l’Azienda sanitaria ha aperto una serie di procedimenti disciplinari: oltre al licenziamento rischiano la denuncia per falsità ideologica, falso in atto pubblico ma, in alcuni casi estremi, anche quella di epidemia dolosa.














