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Proteste no green-pass, la situazione è grave ma non è seria: prima tutti aspettavano il vaccino ora c'è chi è pronto a perdere il lavoro per non farselo

La situazione è paradossale. In un Paese che è stato attraversato da crisi economiche, sociali, che fa i conti con la mafia, che si misura ciclicamente con catastrofi evitabili, che ha un mondo del lavoro, della sanità e della scuola da potenziare, stravolgere, riprogettare, centinaia di migliaia di persone hanno deciso che fosse questo il momento di mettersi in gioco. Tutto pur di non farsi fare quello che sta tirando fuori dalla più grossa pandemia del secolo la comunità. Si definiscono ''Resistenza'' ma chissà come li ricorderà la Storia tra qualche anno

Di Luca Pianesi - 16 October 2021 - 12:45

TRENTO. La situazione in Italia è grave ma non è seria. Usata e strausata la frase di Ennio Flaiano, questa volta calza davvero a pennello per descrivere l'Italia delle manifestazioni ''no green-pass''. Le proteste contro il cosiddetto ''certificato verde'' sono lo specchio di un'epoca che vive di paradossi, di posizioni che si radicalizzano su qualsiasi argomento, di ridicoli eccessi, gravi indubbiamente (abbiamo assistito a scontri, minacce, attacchi ai sindacati, ai giornalisti e alle istituzioni) ma oggettivamente difficili da prendere sul serio per la stragrande maggioranza della popolazione.

 

Basta leggere i loro cartelli (quelli nella foto di copertina erano in piazza a Trento ieri e simbolico è quello con Pertini che riporta una frase che avrebbe detto il grande ex presidente della Repubblica, peccato che non esista alcuna fonte che permetta di attribuirgliela. E' semplicemente una di quelle frasi che gira in rete e viene associata a lui per renderla autorevole) ascoltare quello che ripetono da settimane, vedere chi sono quelli che li guidano nelle varie piazze d'Italia, quelli che prendono i megafoni in mano e in ogni città si riempiono la bocca (e riempiono le teste di chi li ascolta) di parole come Costituzione, dittatura, diritti, complotti, resistenza e fascismo per capire che la situazione è grave (è grave quello che dicono prima di tutto) ma non è seria (non è serio quello che dicono prima di tutto). Sentire dei lavoratori dichiararsi pronti a rinunciare al lavoro e a mettere, per questo, in difficoltà le loro famiglie pur di non farsi vaccinare è il paradosso più incredibile dell'epoca moderna. 

 

L'Italia, solo negli ultimi 30 anni, ha attraversato crisi economiche devastanti, è stata falcidiata dalle mafie, ha visto aumentare poveri e solitudini, ha visto morire nei suoi mari centinaia di migliaia di persone, crescere la rabbia e l'odio, tra vicini e lontani, è stata sconvolta da catastrofi naturali rese più catastrofiche dai comportamenti dell'uomo e da catastrofi imputabili direttamente all'uomo senza bisogno della natura, dalla mancata messa in sicurezza delle abitazioni, dei terreni, dei ponti, delle funivie. Ci sarebbe da rinnovare totalmente il sistema scuola, da adeguare e rafforzare il sistema sanitario, da aggiornare tutto quel che riguarda il mondo del lavoro e chi più ne ha più ne metta, ma centinaia di migliaia di persone hanno pensato che fosse giunto il momento di mettere in discussione tutto e tutti pur di non farsi un vaccino.

 

Anzi non un vaccino. Il vaccino, quello più atteso dell'ultimo secolo. Quello che arriva per mettere fine, si spera, se si farà in fretta, alla più grande pandemia dai tempi della Spagnola ad oggi. Quello che, è evidente a tutti, ci sta portando fuori da una crisi sanitaria ed economica globale senza precedenti, che sta garantendo la tenuta del sistema sanitario dopo un anno e mezzo di tragedie, quello che sta evitando le morti di nonni e nonne, genitori e amici, figli e conoscenti alle quali ci eravamo, tristemente, abituati da un anno e mezzo a questa parte. 

 

E' senza dubbio questo il paradosso più incredibile di tutta questa vicenda: dopo un anno e mezzo di pandemia ci sono centinaia di migliaia di persone in Italia che manifestano e ora disertano il lavoro pur di non farsi fare quello che per mesi tutti speravano arrivasse il prima possibile e che in altre epoche sarebbe stato visto come il Santo Graal, una benedizione, la salvezza. Centinaia di migliaia di persone sono poche, alla fine s'è visto ieri, nel giorno in cui i ''no green-pass'' avrebbero dovuto esprimere tutta la loro forza e bloccare tutto e invece hanno bloccato solo loro stessi. Ma centinaia di migliaia di persone sono comunque tante se si pensa per cosa si stanno impegnando così tanto oggi e all'assenza di impegno sociale e politico contro tutte le emergenze enormi che il sistema vive tutt'ora (e per le quali sì avrebbe avuto un senso manifestare tutti uniti e compatti, a prescindere dalle appartenenze politiche, religiose, le differenze di classe e idee). 

 

Gli altri paradossi sono sotto gli occhi di tutti tranne che i loro. Parlano di fascismo di Stato e usano svastiche e immagini di Hitler per denigrare il Governo, i medici, i sindacati, i giornalisti e poi nelle piazze con loro si ritrovano i neofascisti ed hanno tutti i movimenti di estrema destra perfettamente allineati sulle loro posizioni (da Forza Nuova a Casa Pound). Ce l'hanno con big pharma ma sono disposti a pagare tamponi ogni 48 ore (ingrassando le ''tasche'' di big pharma) pur di non farsi fare il vaccino, gratuito, assicurato dallo Stati.

 

Parlano di libertà di scelta ma chiedono che i tamponi glieli paghi la nazione quindi anche i cittadini che si sono vaccinati e che quindi dovrebbero, in questo modo, subire la loro scelta e assecondarla. Dicono che il vaccino non è sicuro ed è sperimentale quando è stato frutto dei più grandi sforzi che la scienza moderna abbia mai fatto ed ormai sono quasi 4 miliardi le persone nel mondo che se lo sono inoculato (con risultati ottimi da ogni punto di vista) e loro come soluzione propongono cure domiciliari e ''ricette'' magiche professate da qualche isolato medico, magari sospeso. Insomma cure che nemmeno hanno i crismi della sperimentazione. Parlano di discriminazioni quando c'è piena parità di accesso al vaccino e tutti possono farlo, senza distinzioni di sesso, religione, condizioni economiche e culturali.

 

La lista potrebbe proseguire all'infinito. Le contraddizioni sono tantissime e lo scollamento dal resto della società del popolo no-vax/no green-pass è sempre più forte. Si definiscono la ''Resistenza'' e a chi prova a spiegare, pacatamente, che ''guarda io mi sono vaccinato, è stato facilissimo e ora sto bene e faccio di nuovo quelle cose che per la pandemia non potevamo più fare e vedi che la curva dei contagi è crollata e chi finisce in rianimazione sono quasi tutti no-vax?'' loro rispondono dicendo: ''Eh ma chissà cosa ti succederà magari tra un anno, o tra dieci?''. Il complottista è così: non lo prendi mai in castagna perché se provi a spiegargli che il complotto non esiste sei immediatamente parte di quel complotto. Della serie la situazione è grave ma non è seria.

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