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No green-pass, a Belluno c'è il leader dei portuali Puzzer e la piazza applaude: ''Prima ero il portavoce di Trieste ora dell'Italia''

Il coro ''la gente come noi non molla mai'' lo ha accolto quando è arrivato e lo ha salutato quando ha smesso di parlare. La sensazione è che sia davvero importante che tutto il resto della comunità non molli e continui a comportarsi in maniera responsabile tra vaccini, mascherine e distanziamento. Il Covid sta rialzando la testa in tutta Europa e mentre il movimento no pass si compatta dietro a quello che appare il suo leader sta al resto del Paese assicurare salute, lavoro, crescita e futuro anche a chi crede di essere la Resistenza a un qualche tipo di complotto

Di Luca Pianesi - 24 October 2021 - 19:05

BELLUNO. ''Sono sicuro, e per questo andrà a buon fine, che la nostra semplicità, onestà, voglia di batterci per la Costituzione ci porterà all'obiettivo''. Stefano Puzzer ormai è il portavoce ''un po' di tutta Italia'', come si è definito lui ieri sera a Belluno. Il ''leader'' dei portuali di Trieste ieri era ne capoluogo bellunese per manifestare contro il green pass con la gente del posto. Ed erano in tanti in Piazza Duomo a ripetere che ''la gente come noi non molla mai''. Le parole d'ordine sono sempre le stesse che si sentono ripetere nelle varie piazze italiane. C'è il complottismo più spinto e c'è chi dice di battersi per la Costituzione, c'è chi pensa di far parte di una qualche Resistenza alla dittatura sanitaria e chi è convinto che il Covid sia un'invenzione o comunque che il vaccino sia uno strumento creato per privarlo della sua libertà.

 

E così, mentre in diversi Paesi del mondo il coronavirus rialza la testa e tornano a contarsi centinaia di morti (Romania, Bulgaria, Russia) e decine di migliaia di casi (Regno Unito) sono sempre di più i Paesi che stanno pensando proprio di usare il vaccino come elemento di discrimine tra ''libertà'' e ''lockdown''. L'Austria, la Russia adesso l'Australia sono alcuni dei Paesi dove le restrizioni potrebbero scattare solo per chi non si è vaccinato. Per non parlare del green pass che in un modo o nell'altro si sta estendendo anche ad altri Stati perché o ti vaccini o ti fai il test o sei guarito per lavorare, per esempio, in Austria, Bulgaria, Grecia, negli Usa per i dipendenti pubblici. Poi ci sono i Paesi che non ne hanno bisogno come Spagna e Portogallo perché la popolazione sta rispondendo in massa alla campagna di vaccinazione. In Germania se si viene contagiati e non si è vaccinati lo Stato non garantisce il rimborso del salario durante la quarantena, in Francia c'è il green pass all'italiana pre-15 ottobre (obbligo di esibirlo per trasporti a lunga percorrenza, bar, ristoranti, luoghi di divertimento, cinema, musei, palestre e piscine). 

 

Insomma il complotto è mondiale, a quanto pare, ma chi scende in piazza al grido ''no green pass - libertà'' e ''giù le mani dai bambini'' non ci sta a prescindere. Puzzer, forse non conoscendo bene il secondo coro dei manifestanti, si è presentato sul palco con le mani sulle spalle di un bambino, suo figlio. ''Questo sono io, questo è mio figlio, questa è mia moglie, sono uno come voi, io sono un lavoratore del porto, lo sono ieri, oggi e domani, non ho nessuna mira di nessun tipo. Sono solo una persona come voi che vuole che propri diritti siano rispettati''. La voce è sempre bassa, da timido e lui stesso lo dice di esserlo di non sentirsi a suo agio davanti a quella folla (''sono in imbarazzo''), però poi gli scappa la frase da capopopolo: ''Io sono il portavoce prima dei portuali di Trieste, poi dei Triestini, adesso di tutta Italia e questo mi inorgoglisce'' (QUI PER L'INTERVENTO).

 

Ai bellunesi dice poche parole che bastano, però, a scaldare la folla. ''È ora che torniamo a parlare tra di noi come si faceva una volta'' e ''andiamo avanti finché l'obiettivo non è stato raggiunto'' sempre e comunque ''in modo pacifico''. Poi il riferimento alla ''trappola'' che volevano (non si sa bene chi) mettere in atto contro il movimento no pass ''ma l'abbiamo capito in anticipo'' e la manifestazione è stata annullata. E poi ancora un riferimento ad andare avanti a non mollare perché ''siamo tutti uguali, dobbiamo andare contro differenze di politica, religione e qualunque altra cosa. Tutti noi abbiamo due braccia e due gambe. L’unica cosa di cui sono sicuro è che la nostra semplicità, la nostra umiltà e il nostro modo di essere onesti e batterci per la nostra costituzione ci porterà all’obiettivo''.

 

Insomma il leader c'è, gli slogan ci sono, c'è anche un pochino di popolo che manifesta, ora bisogna chiarire qual è la battaglia e qual è l'obiettivo e poi forse sarà nato un movimento. Ad oggi tolti i concetti di ''no green pass'' e ''no vaccino'' non c'è molto di più e se si togliesse per davvero il green pass o il vaccino poi che si farebbe? Si tornerebbe a chiuderle proprio le aziende e il lavoro ce se lo dimenticherebbe di nuovo per qualche settimana o mese, come si è dovuto fare l'anno scorso, per il ritorno del Covid?

 

Loro gridano ''la gente come noi non molla mai''. Ma anche il Covid ha dimostrato di essere un tipo piuttosto testardo e forse, per il bene anche di questi ''irriducibili'' è il caso che siano tutti gli altri a non mollare. I no-vax potranno continuare a manifestare e a sentirsi la ''Resistenza'' ad un fantasmagorico complotto. Intanto gli altri, con responsabilità e impegno, tra vaccini, mascherine, distanziamento e attenzione forse terranno il Paese ''fuori dalle peste'' e se ci riusciranno il merito non sarà certamente di quelli che pensano di saperla più lunga degli altri ma di quelli che sanno che c'è chi la sa più lunga degli altri in ogni campo e, questa volta, hanno scelto di affidarsi alla scienza e alla medicina

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