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Maltempo, i sindaci del bellunese: "Le nevicate hanno esaurito i budget dei Comuni montani". Servono risorse aggiuntive per le terre alte

Gli enti locali del bellunese dichiarano di non aver più risorse per far fronte all'emergenze meteo. Anche una nevicata, più o meno normale per la montagna, ora rischia di diventare un problema. Padrin: "Ci attiveremo a livello centrale per chiedere un’attenzione maggiore alle terre alte"

Di Laura Gaggioli - 24 gennaio 2021 - 18:33

BELLUNO. Il maltempo e il rischio valanghe hanno caratterizzato il weekend del 23 e 24 gennaio. Tra il Trentino Alto Adige e il Bellunese, infatti, la neve è tornata a cadere abbondante, soprattutto nelle zone di montagna dove sono caduti dai 30 ai 90 centimetri di neve fresca, che si sono andati a sommare al già consistente manto bianco delle nevicate di inizio anno. Alla luce dei numerosi interventi di pulizia, ripristino e soccorso la Provincia di Belluno, nella persona del consigliere delegato alla Protezione civile e difesa del suolo, Massimo Bortoluzzi, ha così deciso di mettersi in contatto con i Sindaci del Comelico, dell’Alto Cadore e delle parti alte della provincia per conoscere la situazione sul territorio e riscontrare le criticità. 

 

“Ho chiamato gli amministratori - spiega il consigliere - per far sentire la vicinanza della Provincia e per portare le istanze del territorio agli enti preposti a livello regionale e centrale, in modo da fare da coordinamento e agire con maggiore efficienza. La situazione non è critica come quella di inizio anno. Le nevicate pur copiose non hanno creato problemi particolari, se non qualche rallentamento alla viabilità. Il problema vero è un altro: i Comuni stanno esaurendo il budget previsto per i piani neve, e in molti casi vi hanno già dato fondo”. 

 

La difficoltà che le zone montane stanno affrontando riguardano quindi una carenza economica piuttosto che operativa “Già enti locali non hanno risorse a sufficienza per far fronte alle situazioni create dalle emergenze meteo. Così anche una nevicata più o meno normale per la montagna come quella di ieri, rischia di diventare un problema notevole - aggiunge il presidente della Provincia Belluno, Roberto Padrin - è per questo che ci attiveremo a livello centrale per chiedere un’attenzione maggiore alle terre alte, come abbiamo già fatto nelle settimane scorse, e subito dopo l’emergenza meteo di inizio dicembre. I costi della montagna non sono equiparabili a quelli della pianura. Ed è indispensabile che questo messaggio arrivi forte e chiaro, perché altrimenti rischiamo di accelerare lo spopolamento solo per questioni normali in montagna, come può essere la neve”.

 

Per quanto riguarda la conta dei danni del maltempo di venerdì e sabato, non risultano agli uffici provinciali segnalazioni particolari. “Dovremo attendere il disgelo per capire se le frane storiche di competenza della Provincia, si muoveranno - spiega ancora il consigliere Bortoluzzi - stiamo già studiando il modo per garantire risorse aggiuntive alle Unioni Montane nel caso in cui, nei prossimi mesi, dovessero registrarsi danni relativi agli episodi meteo. La Provincia deve essere vicina al territorio in maniera concreta».

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