Mega rave party anti-Covid nel paesino dove c'è focolaio variante Delta, il sindaco: ''Fa male perché abbiamo fatto tanti sacrifici e ho pensato ai tanti morti per Covid''
I partecipanti hanno spaccato le recinzioni e i lucchetti dell'ex cava e hanno dato il via alla festa con camion, musica, luci e tanto, tanto, alcol. Una cinquantina tra carabinieri, polizia e guardia di finanza sono stati impegnati, dalla nottata, a vegliare sul rave per evitare che si verifichino disordini o incidenti

LODI. Un mega raduno di persone senza mascherine, molte ubriache e fuori controllo, tutte contrarie alle norme anti-Covid e nel paesino attenzionato per un focolaio di variante Delta. E' questo il bilancio del rave party organizzato qualche sera fa nel lodigiano, a Maleo, cui hanno partecipato oltre 700 persone. Un evento che nasceva anche in chiave anti-Covid contro le restrizioni per tornare a vivere in totale libertà le proprie vite il tutto, però, in uno dei comuni in controtendenza rispetto al resto del Paese: "A contagi siamo messi male - spiegava all'Adnkronos il sindaco Sguazzi - siamo in controtendenza rispetto al trend provinciale e nazionale. Abbiamo un focolaio di 11 positivi tre dei quali del ceppo Delta, si tratta di due nuclei familiari allargati e l'ipotesi dei sanitari è che lo siano anche gli altri contagiati".
L'evento era stato annunciato sui social tanto che il sindaco Dante Sguazzi aveva scritto sulla pagina Sei di Maleo se questo posto: ''Da alcune ore si sta svolgendo un rave party non autorizzato all'interno dell'area della cava di Cascina Ronchi con la partecipazione di centinaia di giovani arrivati da tutto il nord Italia. Costante è il monitoraggio da parte delle forze dell'ordine, Carabinieri, Polizia di Stato e Guardia di Finanza, che ringrazio per la collaborazione. È molto probabile che, nella giornata di domenica, per le strade di Maleo, si riversino numerosi ragazzi in procinto di far ritorno a casa''.
I partecipanti hanno spaccato le recinzioni e i lucchetti dell'ex cava e hanno dato il via alla festa con camion, musica, luci e tanto, tanto, alcol. Una cinquantina tra carabinieri, polizia e guardia di finanza sono stati impegnati, dalla nottata, a vegliare sul rave per evitare che si verifichino disordini o incidenti. Intanto, la Procura della Repubblica di Lodi ha aperto un fascicolo con l’obiettivo di arrivare all’identificazione dei promotori appena possibile. "Fa molto male vedere tantissime persone, almeno 700, tutti giovanissimi fregarsene delle normative covid e stare senza mascherina con un rischio contagi molto forte. Fa male perché abbiamo fatto tanti sacrifici e ho pensato ai tanti morti per coronavirus", ha concluso il primo cittadino.














