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No Green pass, Confcommercio e Confesercenti: ''Basta cortei in centro a Trento''. Chiesto un incontro con il questore che spiega: ''Questione delicata''

Nelle scorse ore una parte del mondo economico trentino ha chiesto al questore Francini un incontro per l'adozione di provvedimenti che possano in qualche modo limitare i disagi che vari commercianti stanno subendo a causa dei continui cortei no green pass organizzati in città. Villoti: "E' ora di farla finita. Queste manifestazioni vanno spesso ad impedire ai cittadini di recarsi in città, di vivere il centro storico e fare acquisti in tranquillità"

Di Giuseppe Fin - 05 novembre 2021 - 05:01

TRENTO. “Ci deve essere il rispetto delle regole, uno può non vaccinarsi, può non volere il green pass ma non può invadere gli spazi altrui creando un danno a tutta la città”. E' un fiume in piena il presidente di Confesercenti del Trentino, Renato Villoti. Le manifestazioni di no vax e no green pass che ormai si tengono ogni fine settimana in città, con i soliti slogan, stanno creando problemi a vari commercianti che ora hanno deciso di dire basta

 

E' una protesta che sta avvenendo anche in altre zone d'Italia. A Milano, per esempio, i commercianti hanno lanciato una petizione su change.org promossa per fermare le proteste no green pass che, ormai da 15 settimane, attraversano la città ogni sabato pomeriggio. "Una minoranza – viene spiegato -  qualunque essa sia, non può imporre la propria volontà e tenere sotto scacco una grande città”. Nuove iniziative si starebbero pensando anche in altre zone del Nord-est. In provincia di Treviso vengono limitati gli spazi per i no pass, a Padova si starebbe pensando ad una stretta e a Trieste è stata emessa una ordinanza della prefettura  che vieta le manifestazioni in piazza Unità d'Italia. 

 

“Anche noi – ha spiegato a ilDolomiti.it il presidente Villoti – abbiamo raccolto le proteste di diversi commercianti. Queste manifestazioni vanno spesso ad impedire ai cittadini di recarsi in città, di vivere il centro storico e fare acquisti in tranquillità nei negozi. Tanti clienti stanno alla larga”. 

 

Il problema è stato discusso nei giorni scorsi all'interno di Confesercenti ed ora l'intenzione è quella di chiedere un incontro al questore. “Il nostro impegno – ha spiegato il presidente dei Confesercenti in Trentino – è quello di limitare questo problema. Per questo assieme ad altre categorie vogliamo incontrare il questore per parlarne. E' ora di finirla, serve rispettare chi lavora e chi crea economia: ci vuole senso civico”. 

 

Una linea questa sostenuta anche da Massimo Piffer vicepresidente vicario di Confcommercio e guida dell'Associazione commercianti al dettaglio. “La libertà di pensiero e la libertà di manifestazione – spiega – sono dei punti saldi della democrazia. Però ci deve essere anche responsabilità. Basta guardarsi attorno cosa è successo in questi quasi due anni”.

 

Per Piffer serve “buonsenso” perché esiste anche “libertà di impresa” e la libertà per le persone di potersi muovere in centro storico. “Quando ci sono questi cortei no pass – spiega il presidente del Commercianti al dettaglio – le persone prendono altre vie. E' vero che queste manifestazioni credo siano autorizzate ma serve rispetto anche per chi lavora”. 

 

Già nei giorni scorsi la responsabile del Dipartimento prevenzione dell'Apss, Maria Grazia Zuccali aveva spiegato su ilDolomiti.it (QUI L'ARTICOLO) che le manifestazioni pur essendo all'aperto portavano la gente ad essere stipata. Un assembramento rischioso per il diffondersi dei contagi. “In questi giorni stiamo già sentendo qualche campanello di allarme” spiega anche Marco Fontanari presidente dei ristoratori di Fipe-Confcommercio Trentino e consigliere di Fipe nazionale. 

“Per noi come attività di pubblici esercizi e ristoratori – ha continuato -  qualsiasi azione fatta a prevenire e contenere la diffusione del virus nel rispetto della libertà di pensiero, ma in democrazia, va bene purché si possa continuare a lavorare”.  

 

La richiesta di un incontro è arrivata nelle scorse ore al questore di Trento, Alberto Francini. "E' una questione molto delicata - ha spiegato il questore a ilDolomiti.it - ora cercheremo di organizzare un incontro con le varie categorie per trovare una soluzione. Ci potrà essere un cambio del tragitto fatto dal corteo ma, nel caso in cui vi siano elementi gravi, potremmo ad arrivare a vietare determinati spazi".

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